sabato 12 luglio 2008

Mille e non più mille

Stare sempre a parlare della politica italiana è piuttosto noioso: in fin dei conti gli unici argomenti di cui si parla sono Berlusconi e i magistrati, o, in alternativa, i magistrati e Berlusconi.
E' decisamente meglio parlare della festa del prosciutto che si è inaugurata oggi a Sauris e che noi abbiamo degnamente festeggiato riempiendoci come dei porcelli.
Ma andiamo con ordine.
L'orario di partenza era fissato non oltre le nove, infatti tra una cosa e l'altra siamo usciti alle dieci.
In autostrada eravamo praticamente l'unica automobile con targa italiana, dato che la maggior parte delle altre trasportavano tedeschi, autriaci, polacchi e ungheresi di ritorno dalle vacanze in quel di Lignano.
Lasciata l'autostrada ci siamo inoltrati su per la Carnia, bestemmiando prima dietro una comitiva di moto tedesche, poi una di moto austriache, e dulcis in fundo, con un paio di turisti nostrani non molto pratici di guida in montagna nonostante i fiammanti SUV.
Per dirla tutta, sono ormai convinta che il possesso di un SUV sia incompatibile con la capacità di guidare in modo per lo meno decente, e più passa il tempo più la convinzione aumenta.
Comunque, siamo arrivati a Sauris più o meno alla una, e ci siamo per prima cosa precipitati al prosciuttificio Wolf. Da quelle parti il prof ha insegnato 6 anni, lo conoscono praticamente tutti, ed ha lasciato un buon ricordo, per cui godiamo sempre di un trattamento di favore, trattamento decisamente utile quando si inizia la giornata con 4 etti di prosciutto e 2 di speck (in 4), accompagnati da ramandolo e birra di Sauris.
Il massacro è continuato con frico e polenta, dolci tipici, un ottimo caffè al ristorante la Pace, formaggi a Casere Razzi, una fermata al ritorno a Funghi in Piazza, e un'ultima sosta a Tarcento.
Insomma che dopo una simile giornata uno arriva a casa soddisfatto, ma decisamente distrutto, e con l'intenzione di non sentire più la parola cibo fino alla fine dei tempi.
Lo stomaco troppo pieno, si sa, può provocare incubi, anche ad occhi aperti, e a me ha provocato riflessioni sull'ometto similpelato.
Giusto qualche giorno fa, in quel del Giappone, ha dichiarato che si darà da fare perché in tempi brevi vengano costruite 1000 nuove centrali nucleari nel mondo.
Ora si sa, l'uomo è fortunato come un cane in chiesa, e ogni volta che fa una dichiarazione succede qualche cosa per cui la sua dichiarazione riesce ad pparire ancora più assurda di quanto potrebbe essere altrimenti. E infatti subito dopo si è fottuto un impianto nucleare in Francia.
A parte che la notizia di questo incidente è comparsa ieri sulla stampa italiana, mentre l'incidente è del 7 luglio, mentre, chissà come mai, dell'incidente di Krsc si parlò subito. Forse che all'epoca dell'incidente sloveno il nostro amato bisunto non si era ancora tanto esposto nelle sue velleità nuclearistiche in sede internazionale, per cui i nostri giornali, notoriamente al guinzaglio corto, si sentirono liberi di parlare mentre ora sono stati costretti ad attendere che l'Autorità per la sicurezza nucleare francese esigesse il fermo impianto per darne notizia agli affranti elettori del Barlusca, che si sa, ormai invocano a gran voce una centrale nucleare per ogni orticello italiano.
Comunque tranquilli: ve lo ricordate il milione di posti di lavoro?
Ecco, l'uomo è fortunato come un cane in chiesa, come si diceva, è bugiardo, per di più patologico perché è il primo che crede alle sue stesse bugie, ma per il resto ha un unico interesse nella vita: i suoi processi.
Per cui, se si impegnerà per le mille centrali nucleari tanto quanto si è impegnato per il milione di posti di lavoro potremo stare sicuri che non sarà certo l'emergia nucleare che alimenterà le nostre case ... sarà meglio iniziare a provvederci di generatori domestici a pedali!

1 commento:

Cicabuma ha detto...

Hai smaltito tutto il prosciutto, il frico e il resto???
Quello che non va proprio giù è l'altro!!!
Un abbraccio
Francesca