martedì 8 luglio 2008

La verità ti fa male, lo so

Stamattina moltissimi giornali parlavano dello sfortunato incidente in cui è incorso il governo degli Stati Uniti, distribuendo una biografia non controllata del nostro beneamato presidente del consiglio.
Il delizioso pezzo comico faceva parte del kit distribuito dalla Casa Bianca ai suoi addetti stampa, perché si orientassero senza errori nella folla di premier e primati presenti al meeting G8 in Giappone.
Per farla breve, ma più lunga di quello che dicono i nostri bugiardini locali, sono andata a leggermi l'Herald Tribune, noto giornale veterocomunista edito in lingua inglese.
Se devo essere sincera, io il personaggio descritto in quella biografia non solo non lo vorrei come primo ministro, ma nemmeno come vicino di casa, mi pare proprio il tipo che "non è arrivato per imbrogliare uno di noi, bensì tutta la famiglia", il tutto detto con il suo tono da imbonitore da fiera, che poi è esattamente quello che è.
Ovviamente il governo degli Stati Uniti ha chiesto scusa, e ha incolpato dell'errore uno stagista (sono così comodi gli stagisti: fanno tutto il lavoro, non li pagano e si prendono anche le colpe), ma questo però non mi toglie un dubbio: come'è che lo stagista ha pisciato la biografia di Berlusconi e non quella degli altri capi di stato e di governo?
Forse che quelle sono le informazioni che circolano a livello internazionale (ovviamente per colpa della magistratura politicizzata) sul nano pelato?
Mah ...
Intanto che ci sono colgo l'occasione per dare il mio appoggio e la mia solidarietà preventivi a Sabina Guzzanti, che, per aver detto alla Carfagna, ministra delle pari opportunità non si sa bene per quali competenze e meriti, quali secondo lei sono i meriti che l'hanno portata a quella carica, verrà sicuramente crocifissa più di quanto non sia già ora, anche se le auguro di non essere intervistata dalla Annunziata come è successo a di Pietro.
Considerate le poche uscite della Carfagna da quando è ministra, una più insensata dell'altra, tendo a pensare che la Guzzanti abbia ragione, e che abbia espresso i suoi argomenti con indubbia chiarezza, senza ammantare la cosa di inutili misteri, che in Italia di misteri ce ne sono già troppi.

Dato che da un paio di giorni fa freddino causa temporali, abbiamo deciso che era possibile cucinare qualcosa di caldo, così ho provato una ricetta trovata in un libro appena letto e che si intitola "Come cucinarsi il marito all'africana", vale a dire l'orata al forno al peperoncino. Il piatto è venuto benissimo, con colori, profumi e sapori veramente esotici e paradisiaci, e devo dire che il mio, di marito, aveva una espressione deliziata mentre lo mangiava, pur essendo bianco quanto può esserlo un napoletano di stirpe normanna :-)

Orata al forno al peperoncino (x 2 persone)
1 orata da due porzioni, 1/2 cipolla gialla, 1 spicchio d'aglio, 1 peperoncino rosso piccante fresco, succo di 1/2 limone, 250 g di passata di pomodoro, prezzemolo, olio extravergine di oliva.

Tritare la cipolla e l'aglio e farli imbiondire nell'olio.
Aggiungere la passata di pomodoro, il peperoncino tritato e il timo, diluire con un po' d'acqua e cuocere per una decina di minuti.
Nel frattempo preriscaldare il forno a temperatura media.
Pulire l'orata, e praticare un paio di tagli profondi su ciascun fianco.
Versare sul fondo di una pirofila metà della salsa di pomodoro, disporvi sopra l'orata e ricoprire col resto della salsa.
Cuocere per 30 minuti, irrorando di tanto in tanto il pesce con il fondo di cottura.
A cottura ultimata versare sopra l'orata il succo del limone e il prezzemolo tritato, mescolare bene col fondo di cottura prima di servire.
Distribuire nei piatti del riso Thai lessato, le carni dell'orata e coprire con la salsa.

1 commento:

Paola ha detto...

Bel post...e sottoscrivo tutto l'appoggio alla Guzzanti :)