sabato 21 giugno 2008

Storie di povera gente

Leggo oggi sul Corriere una triste storia di estrema povertà in quella che viene considerata una delle zone più ricche del paese, il Nordest: intere famiglie, ben 111, con un reddito lordo annuo tra zero e 5.000 euro.
Vien da chiedersi perché mai si raccolgano fondi per il cosiddetto terzo mondo quando qui da noi c'è tanta povertà, e ci si chiede come si pensi a dar lavoro agli immigrati invece di darlo a questa povera gente, che di sicuro campa chiedendo l'elemosina ai crocicchi delle strade, sfidando le sempre più rigide norme comunali che vietano l'accattonaggio.
Veramente una storia pietosa, peccato che sia completamente falsa.
O meglio, il reddito dichiatato da queste personcine ammodo è quello, da zero a 5.000 euro, mentre il vero reddito era completamente sconosciuto al fisco, così sconosciuto da permettersi l'acquisto di imbarcazioni da 600.000 euro (4 volte il valore della mia casa che sto faticosamente pagando con un mutuo variabile che è aumentato del doppio in meno di tre anni), qualcuno di loro possedeva 50 appartamenti pur dichiarandosi nullatenente, e via così.
Ma in fondo che c'è di male? C'è chi teorizza e chi mette in pratica, e noi abbiamo un presidente del consiglio che considera immorale pagare le tasse.
Chissà quale partito hanno votato queste brave persone, che immagino stimatissime e autorevoli all'interno della loro comunità, le camicie azzurre o i celodurcantanti?
Non so, comincio a pensare che Dante avesse ragione, e che le uniche pene applicabili siano quelle che scaturiscono dal principio del contrappasso, ma non aspetteri l'inferno, non ci sarebbe la certezza della pena in questo modo.
Non credo che sia anticostituzionale una legge che stabilisce che la pena deve essere uguale e contraria al reato, e che faccia campare questa gente col reddito effettivamente dichiarato per tanti anni quanti hanno evaso le tasse.
Come pena accessoria li farei trattare come vengono trattati gli extracomunitari dalle loro parti, e se per caso una parte dei loro redditi fossero derivati dallo sfruttamento di immigrati clandestini, li condannerei a vagare per il Mediterraneo su un barcone.
Sono cattiva? Penso di no, credo di essere semplicemente giusta, e sono anche stufa di questa gente così autoindeulgente con se stessa e pronta a mettersi sul pulpito quando si tratta degli altri.

3 commenti:

Barbara ha detto...

Cattiva? Non direi proprio!
Giusto questa mattina pensavo che bisognerebbe applicare il metodo del contrappasso anche a quelli (non voglio dire persone) che usano violenza ai bambini. Quindi figurati se non sono d'accordo con te. E' veramente uno scandalo tutto quello che sta succedendo in questo paese. Ed è deprimente pensare che, evidentemente, siamo davvero in pochi ad accorgercene...

Cicabuma ha detto...

Mi piace l'idea della legge del contrappasso...
Voglio proprio vederli a campare con 5.000 Euro all'anno...
Sai che risate!!!
Un abbraccio
Francesca

Ombraluce ha detto...

Lordi Francesca, 5.000 euro lordi :-D