lunedì 19 gennaio 2009

Dio la benedica, Mr. Obama (*)

Domani il sig. Obama giurerà come nuovo presidente degli Sati Uniti, e su di lui sono puntati gli occhi di tutto il mondo.
Ci sono vari motivi per questo, così come per il diffuso entusiasmo che circonda il nuovo presidente, tra cui non è secondario l'aspetto affascinante e glamour dell'uomo, che ha il bell'aspetto tipico dei meticci, e diffonde un'aura di nuovo in un ambiente che negli ultimi anni, e non conto solo quelli di Bush Jr, ha mostrato di essere pieno di muffa.
Il meticciato di Obama non influisce solo sul suo aspetto, ma, secondo me, anche sulle aspettative che ognuno di noi ha su di lui. Siamo tutti in qualche maniera dei meticci, checchè ne dicano i vari cianciatori sulla purezza della razza, passati presenti e futuri, e vedere il meticciato così riconosciuto e portato ai vertici del mondo, in qualche modo, quasi geneticamente, ci intriga.
Poi è una persona giovane, in un mondo dove la politica diventa sempre più vecchia, perché autoreferenziale e protetta dietro alti steccati: gli altri, i giovani, e per giovani ormai si parla di ultraquarantenni, sta fuori a protestare, forse.
Poi la sua ascesa è avvenuta con i mezzi non convenzionali di Internet, con un colloquio diretto e continuo con la base e non solo. Chi è iscritto al gruppo dei fan di Obama su facebook, indipendentemente dal suo essere o meno americano, ha ricevuto i periodici aggiornamenti a sua firma compresi i ringraziamenti per l'elezione, il video del discorso della vittoria, e un invito per il giuramento di domani. Che cosa ci può essere di più solleticante per l'ego di noi popolo della rete, che abbiamo abbassato gli standard dai tradizionali sei gradi di separazione a un grado di separazione?
Ovviamente domani sarà il coronamento del sogno collettivo di svecchiare e rendere più affascinante il mondo, e come ogni coronamento sarà una fine.
Io non credo nel potere dell'uomo solo al comando, nemmeno se è un uomo fuori dall'ordinario come ha dimostrato di essere Obama.
Il mondo è un posto incasinato, che i vecchi bacucchi che hanno governato sin'ora, e che continuano a governare, hanno tutto l'interesse a mantenere incasinato. Divide ed impera, e fai in modo che la conoscenza sia incompleta, frammentaria, e soprattutto, accidenti, vedi di regolamentare quel cavolo di internet!
Obama dovrà districarsi tra i suoi sogni e le sue promesse, e la realtà, e per realtà intendo la visione del mondo della corrente classe politica, che ovviamente non ha alcuna intenzione di essere cancellata con un colpo di spugna.
Ma credo che perdoneremo a Obama quello che non riuscirà a fare, se manterrà degli obiettivi minimi: cambiare la logica del mondo da un totale conflitto a una, anche timida, comprensione; valorizzare ciò che è servizio pubblico, perché ciò che è pubblico è di tutti, mentre ciò che è privato, ciò che è inteso a dare profitto, non da alcun servizio vero se non riempire le tasche dei proprietari; far capire agli americani che fuori dall'America c'è un mondo, che ha gli stessi diritti dell'America, e che non è stato creato in funzione dell'America.
Sembrano sciocchezze, ma credo che se in questi quattro anni Obama riuscirà ad iniziare un cambiamento in questa direzione, il tempo potrà, forse, portare anche il resto.
Per questo dico "Dio la benedica, Mr. Obama" (*)

Dato che è un po' che non scrivo ricette, posto qui quella della zuppa di fave, assai adatta in questo clima invernale

Zuppa di fave (x 2 persone)
160 g di fave secce decorticate, 1/2 cipolla di Tropea, 1 carota, 1 spicchio d'aglio, 1/ cespo di lattuga, 50 g di pancetta in una sola fetta, 1 l di brodo vegetale, olio extravergine di oliva.

Ammollare le fave per una notte.
Tritare la carota, la cipolla, l'aglio, la pancetta, rosolarli in poco olio.
Aggiungere la lattuga tagliata a striscioline, e farla appassire.
Aggiungere le fave scolate, e coprire col brodo.
Far cuocere a fuoco basso finché le fave sono ben cotte. Lasciar riposare e mangiare il giorno dopo, dopo aver riscaldato.

(*) Il titolo fa riferimento al libro di Kurt Vonnegut "Dio la benedica, Mr. Roosewater"

6 commenti:

lise.charmel ha detto...

speriamo bene! a volte temo che gravino su quell'uomo aspettative esagerate: è un essere umano, non il messia.
se farà quello che tu hai auspicato, mi sembra già un buon passo avanti

ps: arrivata qui, come avrai intuito, dalla disfida dei noir su anobii

Raffaele ha detto...

Non è il messia ma potrebbe essere benissimo un profeta che da un lontano passato ritorna per la nuova consapevolezza, per questa martoriata umanità.

Ombraluce ha detto...

In effetti Mr. Obama ha un'aria molto profetica e messianica, speriamo solo che non faccia la fine di Kennedy

Lucia ha detto...

Mi auguro anch'io che possa dare dei segnali forti di cambiamento: a volte anche solo una piccola spinta innesca volani inaspettati.

Incrociamo le dita,

Un saluto
Lucia

Anonimo ha detto...

Oh, finalmente un bel post ottimista e fiducioso!
Su Obama pesano tante di quelle attese che se riuscisse a fare anche solo la metà di quel che ci si aspetta da lui sarebbe comunque tantissimo.

Io spero che riuscirà a fare qualcosa di buono.
Non è il messia e ci mancherebbe, ma onestamente sono anche stufa del cinismo fine a se stesso: non pensare in grande per non sbagliare.
Noi che siamo così smaliziati, come siamo messi in Italia? Qua, come è stato detto, "uno come Obama non lo farebbero nemmeno avvicinare alla sede di partito".

Speriamo in bene!

fughetta sloggata

Raffaele ha detto...

In ogni processo caotico destabilizzante esistono delle forze indotte scatenanti e delle forze attrattive e repulsive richieste in quel processo riequilibrante. E’ da tanto tempo che certe forze contrastanti vengono sempre coinvolte con opprimenti indefinibili distruttive conseguenze, ma come per un qualsiasi processo c’è sempre una causa che per effetto genera tante reazione scatenanti.

E’ quella stessa celata reazione non equilibrante che dal passato si riporta, si ripresenta con più forza ancora oggi. Quanto tempo è passato? 2000 anni non sono valsi a niente, l’uomo è rimasto quello di sempre, quasi che quel suo istinto animale non sia mai scomparso.

Come si può frenare l’egoismo, l’intolleranza, il cinismo l’ineguaglianza, l’odio, la gelosia, l’invidia e tutte quelle forze scatenati da quella stupida, schiavizzante opprimente diversificazione sociale e soprattutto RELIGIOSA? Dove sta il male? Dove risiede il male? Perché tanti fratelli e soprattutto tanti bimbi debbono morire ingiustamente? Qual è la vera causa che si nasconde dietro questa eterna lotta? Qual è il potere che controlla e vuole questo scempio umano? Come si può frenare tutto questo? Non basta la ragione, l’intelletto? Non bastano le azioni umanistiche o i buoni propositi che ogni essere in questi casi benevolmente pensa e medita dal profondo del proprio cuore? Sono vere verità quello che ci viene dai giornali o dalle televisioni?

NON SI PENSA MINIMAMENTE CHE QUEL POTERE SECOLARE, QUELLA FORZA DISTRUTTRICE SI BASA SULL’IGNORANZA INDOTTA?

Capire la dinamica e la correlazione delle forze duali è già tanto, perché per un principio d’attrazione / repulsione le due forze opposte tendono a bilanciarsi. E’ come se combattendo il male, l’oscurità non fa altro che rafforzarsi e di conseguenza tenderà a dominare sulla luce che a sua volta cercherà di opporsi. Creando un continuo instabile processo disarmonizzante che non conduce a niente ma solo a squilibrio, a conflitto duale e ad illusorio potere.

mi fermo, ma sarebbe bello se fossimo in tanti a riflettere con la mente e soprattutto con il cuore.

Affettuosamente
Raffaele