giovedì 5 febbraio 2009

Un cuore che batte

Tre notizie di oggi: si tenta ancora una volta di impedire al povero padre di Eluana Englaro di seppellire dignitosamente la figlia; sarà consentito ai medici fare i delatori in caso di prestazioni sanitarie nei confronti di clandestini; sono state rese legali le immonde ronde padane.
Sono piegata dall'orrore, e non sono riuscita a scrivere altro se non la poesia qui sotto.
Mi scuso per la pochezza dei miei mezzi poetici.

Un cuore che batte
come un tamburo in petto
e urla dal fondo della gola
ma la voce non c'è.
Favella ammutolita
sbigottimento nella barbarie.
Un cuore che batte
come un tamburo in petto
tam tam tribale
che cancella la luce
la civiltà e l'amore.
Digrignare di denti
e rimbombare dei pugni
di gorilla selvaggi.
Odio profondo
razziale
religioso
politico
inumano.
Un cuore che batte
come un tamburo in petto
muscolo involontario
sopravvalutato
non sede di vita
non sede di intelligenza
non, soprattutto non
sede di amore.

3 commenti:

Raffaele ha detto...

Carissima,
ogni goccia di rugiada che spontanea trasuda con sentimento da quel tormentato meraviglioso cuore è immensa poesia che se colta da fuori è illuminante ispirazione che dai regni della silente mente deve trovare manifestazione fuori.
Grazie Carissima Ombra di luce non è il tanto, ma la sostanza quel che più conta. Ci sono parole dette dagli altri che se colte come una bellissima rosa nel proprio cuore diventano chiave di volta chiarificatrici di tante verità prima non capite.
Affettuosamente
Raffaele

Cicabuma ha detto...

La tua poesia è molto bella...
Ti mando un abbraccio forte.
Indignata quanto te!
Francesca

Lucia ha detto...

Mi unisco...senza altre parole
Un caro saluto.
Lucia