domenica 5 ottobre 2008

Pordenone silent film festival

In tutti questi anni passati in Friuli, non ero mai andata al Festival del Cinema muto di Pordenone. Ogni anno ci dicevamo che saremmo assolutamente andati, e ogni anno succedeva immancabilmente qualche cosa che ci faceva dimenticare o saltare l'evento.
Quest'anno, grazie all'amica anobiiana Elisa, sono finalmente andata, e ho passato un pomeriggio di puro divertimento.
Il Festival è organizzato in maniera assolutamente professionale, e le pellicole proiettate sono di valore assoluto, sia che si tratti di gioielli comici, come la parodia dei Tre Moschettieri siglata Max Linder, sia che si tratti dei film d'epoca del terremoto di Messina.
La pellicola di Max Linder sarebbe senz'altro piaciuta moltissimo al prof, ricca com'è di particolari che persino io, che non sono una cinefila, ho riconosciuto citati nelle migliori pellicole comiche contemporanee, a partire dal mitico Frankestein Junior.
I filmati sul terremoto di Messina mi hanno raggelato. Vedere così, dal vero, quei noi di un secolo fa, e trovarli così diversi da non parere appartenenti alla stessa specie: quelle donne velate come integraliste arabe, sempre con pesi e fagotti sulla testa, quegli uomini che anche nel disastro più grande non fanno assolutamente nulla, salvo aggirarsi tra le macerie con le mani in tasca.
Il senso di una miseria antica, irrimediabile e fatalisticamente accettata, e nello stesso tempo la scaltrezza nel mostrarsi, rappresentata da un ragazzo dallo sguardo cattivo e pieno di malizia che ricompare spesso, sempre in posa, nel corso della pellicola.
Nella breve serie dedicata a Messina è stato proiettato anche un buffo filmato, una specie di pubblicità progresso ante litteram, nato con l'evidente scopo di favorire l'adozione dei numerosi orfani lasciati dalla catastrofe.
Il pomeriggio sarebbe facilmente diventato sera, ma Pordenone non è dietro l'angolo, così, dopo un delizioso corto con Buster Keaton e tre brevi film di animazione, che abbiamo gustato con il sottofondo musicale degli eccezionali ragazzini di una scuola media di Pordenone, siamo rientrate.
Ma perché il titolo del post è in inglese? Beh, perché se il festival ha una lingua è proprio l'inglese. Dal momento in cui siamo entrate nel centro di Pordenone, fino a quando non siamo tornate a prendere la macchina, ci è sembrato di essere espatriate: nessuno, intorno a noi, parlava italiano. Tantissimi inglesi, qualche tedesco, qualche francese. Chissà che fine avevano fatto gli italiani, forse che un Festival del muto non è una cosa sufficientemente seria per gli abitanti di questo paese che ha scoperto improvvisamente il "decoro"?

4 commenti:

Mimmo ha detto...

E' ATTIVA UNA PETIZIONE PER ESTENDERE ED APPLICARE LA RIFORMA DEL MINISTRO BRUNETTA AI NOSTRI DEPUTATI E SENATORI IN QUALITA DI DIPENDENTI PUBBLICI POTETE FIRMARE E DIFFONDERE IL BANNER DELLA PETIZIONE SU:
http://firmiamo.it/applicazioneriformabrunettaaideputatiesenatori

GRAZIE MIMMO DORAZIO

MI DAI UNA MANO PER PUBBLICCIZARE LA PETIZIONE? EHEHHE TI PAGO UNA CENA

ombraluce ha detto...

Ciao Mimmo, appena ho un attimo diffondo e metto il banner
grazie per l'offerta delle cena, ma ricordati che offrire la cena a un cuoco è sempre un po' rischioso :-D

Anonimo ha detto...

Ombraluce!!! Dov'eri??? Accidenti, c'ero anch'io alle Giornate del Cinema Muto (sì, hanno un nome in italiano, e stranamente lo stesso Robinson quando ne parlava, in inglese, diceva spesso "the Giornate") ci potevamo incrociare!
Anzi, magari ci siamo pure intraviste...
Bello, vero? Per me il cinema muto è magia come poche cose.
Dài, il prossimo anno ci si vede, eh! ;-)
fughetta sloggata

Anonimo ha detto...

Ombraluce!!! Dov'eri??? Accidenti, c'ero anch'io alle Giornate del Cinema Muto (sì, hanno un nome in italiano, e stranamente lo stesso Robinson quando ne parlava, in inglese, diceva spesso "the Giornate") ci potevamo incrociare!
Anzi, magari ci siamo pure intraviste...
Bello, vero? Per me il cinema muto è magia come poche cose.
Dài, il prossimo anno ci si vede, eh!
fughetta sloggata