Come sempre succede dopo un tour de force lavorativo, una volta terminato sopraggiunge il rilassamento, e stamattina l'idea di rimanere in casa mi dava profondamente fastidio.
Così ho approfittato che il prof doveva andare a fare una visita medica per accompagnarlo (lo so che non è quel gran giro, ma piuttosto che niente è meglio piuttosto), e poi siamo andati a fare la spesa in un supermercato dall'altra parte della città che ha prodotti molto buoni e convenienti, solo che di solito per noi è un po' scomodo.
Infatti c'era molto pesce a prezzo decisamente interessante, così ho fatto una buona scorta.
Ho preso sarde per noi e filetto di merluzzo, che era in offerta, per i gatti.
Ai gatti l'ho dato stasera. La piccola Firestarter, la più giovane della banda, si è avventata sul piatto, cacciando via tutti gli altri, che sono più grandi di lei da 4 a 10 volte, a soffiate, dopo di che si è rimpinzata fino ad avere letteralmente la pancia deformata. Poi si è trascinata verso una sedia, ci è più o meno saltata sopra, assai goffamente, e appena arrivata sulla seduta, si è addormentata di botto, e sta ancora dormendo, nonostante io poco fa abbia provato a tentarla con un pezzetto di parmigiano, che le piace molto.
Le sarde le abbiamo cucinate "abbottonate", cioè imbottite, ripiene.
Sarde "abbottonate" (x 2 persone)
8 grosse sarde diliscate e aperte a libro, olive di Gaeta, prezzemolo, aglio, pane grattuggiato, olio di oliva.
Tritare finemente le olive, il prezzemolo e l'aglio, unire il pane grattuggiato e l'olio, per ottenere una specie di pastella.
Coprire il fondo di una teglia con carta da forno leggermente oleata, disporre 4 sarde con la polpa verso l'alto, disporci sopra il ripieno e chiudere con le altre sarde, messe con la pelle verso l'esterno.
Irrorare con un po' di olio di oliva e spolverare di prezzemolo tritato.
Infornare a 180 °C per 20 minuti.
Il nostro pellegrino, ovvero Benedetto XVI, detto familiarmente Nazinger, come tutti ormai sanno si trova negli Stati Uniti, e ha pronunciato parole di profondo dolore e dispiacere su quasi tutto.
Va bene la pedofilia, vanno bene gli schiavi negri e gli indiani d'america, ma, Santo Padre, e la pena di morte?
Mi pare proprio un usare due pesi e due misure tutto questo pandemonio per persone che sono già morte, così come per quelle che non sono ancora vive, e poi nemmeno una parolina contro la pena di morte.
Ci sono proprio esseri umani di serie A e di serie B ... o meglio, se non sei un essere umano, o non lo sei più, sei di serie A, altrimenti, beh, si provvede a farti diventare un essere umano di serie A, no?
L'unica cosa che mi ha fatto piacere di queste ultime elezioni è che nessuno, ma proprio nessuno si è filato Ferrara ... e meno male ...
Sono nato per aiutare la mia creatrice che era a dieta. La dieta funziona anche, ma la politica nemmeno un po', e così sempre di quella si finisce per parlare ...
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giovedì 17 aprile 2008
mercoledì 16 aprile 2008
La politica del pesto
Dovrei tornare a parlare di cucina, e di tutte le altre cosette che hanno ispirato questo blog, ma sono ancora troppo sconvolta da quello che è appena successo in questo paese nel fine settimana appena passato.
Oggi il cavaliere dice che dovranno essere fatti sacrifici e dovranno essere varate misure impopolari.
Che è quello che ha fatto Prodi in questi due anni, avendo trovato un paese vicino alla bancarotta, vicino a fare la fine dell'Argentina, e con in pendenza una valanga di procedure di infrazione da parte della Comunità Europea.
Ma questa politica non ha premiato, oltre a tutta una serie di altri motivi ovviamente, e la gente ha preferito essere imbonita dai sogni invece che occuparsi della realtà.
E oggi il paladino dei sognatori parte dicendo che dovranno essere varate misure impopolari?
Di che tipo di grazia? Inculata obbligatoria per tutti?
Ma per l'amor di dio ...
Vabbè, parliamo di pesto, ma non di pesto ligure, di una piccola invenzione del prof per pranzo.
Per tutta una serie di motivi oggi siamo arrivati a casa tutti e due tardissimo e affamati, e senza avere avuto il tempo di fare la spesa.
Mentre io davo una spazzata al salone, impelato alla grande come ogni giorno, il prof ha messo su una pentola d'acqua e iniziato la meditazione trascendentale, che si è conclusa con la produzione di uno strano pesto, che è risultato buonissimo.
Non mi ha dato la ricetta, ma penso che possa essere ricostruita in questo modo:
Pesto di olive taggiasche
una manciata di prezzemolo, una manciata di pinoli, due filetti di acciuga, qualche oliva di gaeta snocciolata, un cucchiaio di olive taggiasche snocciolate, un peperoncino, olio extravergine di oliva, 1 spicchio d'aglio.
Tritare le olive. Mettere in un pestello tutti gli altri ingredienti, e pestare aggiungendo olio a filo fino a ridurre in crema. Aggiungere le olive e amalgamare.
Rosolare in poco olio lo spicchio d'aglio a fettine, aggiungere il pesto e scaldare lievemente, diluire con un paio di cucchiai d'acqua di cottura della pasta, che sarà fatta saltare col pesto prima di servire.
Oggi il cavaliere dice che dovranno essere fatti sacrifici e dovranno essere varate misure impopolari.
Che è quello che ha fatto Prodi in questi due anni, avendo trovato un paese vicino alla bancarotta, vicino a fare la fine dell'Argentina, e con in pendenza una valanga di procedure di infrazione da parte della Comunità Europea.
Ma questa politica non ha premiato, oltre a tutta una serie di altri motivi ovviamente, e la gente ha preferito essere imbonita dai sogni invece che occuparsi della realtà.
E oggi il paladino dei sognatori parte dicendo che dovranno essere varate misure impopolari?
Di che tipo di grazia? Inculata obbligatoria per tutti?
Ma per l'amor di dio ...
Vabbè, parliamo di pesto, ma non di pesto ligure, di una piccola invenzione del prof per pranzo.
Per tutta una serie di motivi oggi siamo arrivati a casa tutti e due tardissimo e affamati, e senza avere avuto il tempo di fare la spesa.
Mentre io davo una spazzata al salone, impelato alla grande come ogni giorno, il prof ha messo su una pentola d'acqua e iniziato la meditazione trascendentale, che si è conclusa con la produzione di uno strano pesto, che è risultato buonissimo.
Non mi ha dato la ricetta, ma penso che possa essere ricostruita in questo modo:
Pesto di olive taggiasche
una manciata di prezzemolo, una manciata di pinoli, due filetti di acciuga, qualche oliva di gaeta snocciolata, un cucchiaio di olive taggiasche snocciolate, un peperoncino, olio extravergine di oliva, 1 spicchio d'aglio.
Tritare le olive. Mettere in un pestello tutti gli altri ingredienti, e pestare aggiungendo olio a filo fino a ridurre in crema. Aggiungere le olive e amalgamare.
Rosolare in poco olio lo spicchio d'aglio a fettine, aggiungere il pesto e scaldare lievemente, diluire con un paio di cucchiai d'acqua di cottura della pasta, che sarà fatta saltare col pesto prima di servire.
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mercoledì 19 marzo 2008
Il piccolo imbianchino
Questa Pasqua sarà movimentata. Domani arriva da Roma un vecchio amico del prof, che passerà con noi tutto il week end festivo, durante il quale ci raggiungeranno altre persone.
In casa nostra noi abbiamo una camera per gli ospiti, o meglio, dovremmo averla, ma ultimamente quella camera veniva usata prevalentemente come nursery per i cuccioli.
In questo periodo di cuccioli non ce ne sono, ma la camera non era esattamente nelle condizioni di essere utilizzata per un ospite, soprattutto per uno che non ha animali in casa.
Per quanto la camera sia stata tenuta rigorosamente pulita, fino a metà si potevano vedere delle simpatiche zampette di origine un po' dubbia.
Insomma che si è resa indispensabile una imbiancata.
In tutte le case del mondo in una situazione del genere l'abitante di sesso maschile prende in mano il pennello, mentre quello di sesso femminile si limita a tirare su le macchie brontolando perché l'altro non è in grado di fare un lavoro pulito.
Non qui. Qui abbiamo il prof, liceale classico, che ha imparato a fare un tot di lavoretti di casa, ma che con pennelli o rulli proprio non ha alcuna dimestichezza.
E poi ci sono io, che ho una formazione tecnica, per cui è normale (?) che sappia pitturare.
E per fortuna che mio padre non ha mai voluto, per pura avarizia, chiamare un imbianchino, così gli ho sempre fatto da assistente.
Così ho fatto il piccolo imbianchino, cancellando le zampette dai muri, e ritoccando qualche altro angoletto un po' mal messo.
Il prof ha fatto i trasporti dalla cantina di pittura e pennelli, e non ha nemmeno potuto brontolare per le macchie, visto che le ho pulite io.
Dato che da domani tutto il gran movimento comprenderà anche una dose industriale di cucina, per pranzo siamo stati leggeri,
e ci siamo preparati il risotto con le puntarelle.
Risotto con puntarelle (x 2 persone)
150 g di riso Vialone nano, 200 g di puntarelle, 1/4 di cipolla, 1/2 spicchio d'aglio, 10 olive di Gaeta, 1/2 bicchiere di vino bianco, 1 l di brodo vegetale, 2 cucchiai di ricotta dura di pecora grattuggiata, olio extrevergine di oliva.
Pulire le puntarelle e dividerle a filetti. Farle rosolare in poco olio con la cipolla tritata e l'aglio schiacciato. Aggiungere il riso e farlo tostare. Bagnare col vino, farlo evaporare, e continuare la cottura col brodo.
Quando il riso è cotto aggiungere le olive snocciolate, servire caldo cospargendo di ricotta grattuggiata.
Frase del giorno
"Chiediamo a Dio onnipotente, fonte di luce, che illumini le menti di tutti e dia a ciascuno il coraggio di scegliere la via del dialogo e della tolleranza" Benedetto XVI
Ma che belle parole ... nessuna fatica usarle per i tibetani, ma se si tratta di donne italiane tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, vero santità?
94,5 kg
135/82 mmHg
In casa nostra noi abbiamo una camera per gli ospiti, o meglio, dovremmo averla, ma ultimamente quella camera veniva usata prevalentemente come nursery per i cuccioli.
In questo periodo di cuccioli non ce ne sono, ma la camera non era esattamente nelle condizioni di essere utilizzata per un ospite, soprattutto per uno che non ha animali in casa.
Per quanto la camera sia stata tenuta rigorosamente pulita, fino a metà si potevano vedere delle simpatiche zampette di origine un po' dubbia.
Insomma che si è resa indispensabile una imbiancata.
In tutte le case del mondo in una situazione del genere l'abitante di sesso maschile prende in mano il pennello, mentre quello di sesso femminile si limita a tirare su le macchie brontolando perché l'altro non è in grado di fare un lavoro pulito.
Non qui. Qui abbiamo il prof, liceale classico, che ha imparato a fare un tot di lavoretti di casa, ma che con pennelli o rulli proprio non ha alcuna dimestichezza.
E poi ci sono io, che ho una formazione tecnica, per cui è normale (?) che sappia pitturare.
E per fortuna che mio padre non ha mai voluto, per pura avarizia, chiamare un imbianchino, così gli ho sempre fatto da assistente.
Così ho fatto il piccolo imbianchino, cancellando le zampette dai muri, e ritoccando qualche altro angoletto un po' mal messo.
Il prof ha fatto i trasporti dalla cantina di pittura e pennelli, e non ha nemmeno potuto brontolare per le macchie, visto che le ho pulite io.
Dato che da domani tutto il gran movimento comprenderà anche una dose industriale di cucina, per pranzo siamo stati leggeri,
e ci siamo preparati il risotto con le puntarelle.
Risotto con puntarelle (x 2 persone)
150 g di riso Vialone nano, 200 g di puntarelle, 1/4 di cipolla, 1/2 spicchio d'aglio, 10 olive di Gaeta, 1/2 bicchiere di vino bianco, 1 l di brodo vegetale, 2 cucchiai di ricotta dura di pecora grattuggiata, olio extrevergine di oliva.
Pulire le puntarelle e dividerle a filetti. Farle rosolare in poco olio con la cipolla tritata e l'aglio schiacciato. Aggiungere il riso e farlo tostare. Bagnare col vino, farlo evaporare, e continuare la cottura col brodo.
Quando il riso è cotto aggiungere le olive snocciolate, servire caldo cospargendo di ricotta grattuggiata.
Frase del giorno
"Chiediamo a Dio onnipotente, fonte di luce, che illumini le menti di tutti e dia a ciascuno il coraggio di scegliere la via del dialogo e della tolleranza" Benedetto XVI
Ma che belle parole ... nessuna fatica usarle per i tibetani, ma se si tratta di donne italiane tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, vero santità?
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martedì 4 marzo 2008
Piove governo ladro
Sono due o tre giorni che tutte le previsioni del tempo annunciavano per oggi un drammatico cambiamento nelle condizioni atmosferiche.
Di norma accolgo questi annunci con una certa prudenza, dato che molto spesso si tratta di falsi allarmi, anzi, a dirla tutta non ho una enorme fiducia nelle previsioni del tempo, e in effetti ieri sera, quando siamo andati a letto, pareva che anche questa volta il tutto si sarebbe risolto in una bolla di sapone.
Stanotte, quando mi sono alzata per andare in bagno, ho sentito l'inconfondibile rumore della pioggia sulle tegole, ma era smorzato, sembrava più che altro acquerugiola, così stamattina sono rimasta un po' sconvolta nel rendermi conto che più che una pioggia si trattava di una specie di uragano.
Il vento soffiava fortissimo facendo sibilare la struttura in alluminio della veranda, che è rivolta a nord e prende in pieno la bora, e sui vetri l'acqua si riversava in vere e proprie secchiate.
D'altra parte dall'altro lato della casa pareva persino che non piovesse, solo gli alberi erano tormentati dal vento forte.
I gatti hanno passato la giornata sul divano, andando in terrazza solo il minimo indispensabile, e si che sarebbero gatti norvegesi ...
Solo la Ula, a cui piace avere il pelo scompigliato dal vento e che ha una sua personale faida con gli operai che stanno costruendo una villetta davanti al condominio, si è posizionata in pieni nel suo solito angolo, sopra il contenitore in cui faccio la raccolta differenziata della plastica, ed è venuta in casa solo quando ha capito che a causa del brutto tempo gli operai avevano disertato il posto di lavoro.
Inutile dire che gli operai non sanno nulla del fatto che la Ula ce l'ha moltissimo con loro.
Anche noi siamo stati rintanati in casa, tranne una puntatina al supermercato che ho fatto io stamattina, ovviamente nel momento in cui il nubifragio era più forte.
Quando sono tornata a casa i miei capelli erano così scompigliati che sembravo la medusa.
Sono uscita di nuovo stasera: iniziava finalmente il corso di scrittura di Marina Giovannelli, che attendevo da tanto tempo.
E' una cosa che mi rende felice, e quando Marina ha detto che il tempo era quasi terminato l'ho guardata stupita: mi pareva che fossimo lì a leggere e commentare le nostre letture da pochissimi minuti.
Dopo diversi giorni di pesce, anche per via della temperatura più bassa, oggi abbiamo preferito mangiare qualcosa di più corposo: carne per pranzo e una pasta e fagioli stasera.
Nodini di maiale allo zenzero (x 2 persone)
2 nodini di maiale, 1 spicchio d'aglio, 5 o 6 bacche di ginepro, un pezzetto di radice di zenzero fresca, 1/2 bicchiere di vino bianco, succo di mezzo limone, 1 foglia di alloro.
Tritare finemente l'aglio, spellare e affettare finemente lo zenzero, pestare le bacche di ginepro. Mettere i nodini in una terrina, cospargerli con gli aromi, aggiungere la foglia di alloro e bagnare con il vino e il succo di limone.
Corprire la terrina e far marinare per un'ora circa, mescolando di tanto in tanto.
Cuocere su una griglia ben calda, 3 o 4 minuti per parte. Bagnare con qualche cucchiaio della marinata rimasta, far sfumare lievemente, e servire con un contorno di verdure grigliate.
95,9
147/98 mmHg
Di norma accolgo questi annunci con una certa prudenza, dato che molto spesso si tratta di falsi allarmi, anzi, a dirla tutta non ho una enorme fiducia nelle previsioni del tempo, e in effetti ieri sera, quando siamo andati a letto, pareva che anche questa volta il tutto si sarebbe risolto in una bolla di sapone.
Stanotte, quando mi sono alzata per andare in bagno, ho sentito l'inconfondibile rumore della pioggia sulle tegole, ma era smorzato, sembrava più che altro acquerugiola, così stamattina sono rimasta un po' sconvolta nel rendermi conto che più che una pioggia si trattava di una specie di uragano.
Il vento soffiava fortissimo facendo sibilare la struttura in alluminio della veranda, che è rivolta a nord e prende in pieno la bora, e sui vetri l'acqua si riversava in vere e proprie secchiate.
D'altra parte dall'altro lato della casa pareva persino che non piovesse, solo gli alberi erano tormentati dal vento forte.
I gatti hanno passato la giornata sul divano, andando in terrazza solo il minimo indispensabile, e si che sarebbero gatti norvegesi ...
Solo la Ula, a cui piace avere il pelo scompigliato dal vento e che ha una sua personale faida con gli operai che stanno costruendo una villetta davanti al condominio, si è posizionata in pieni nel suo solito angolo, sopra il contenitore in cui faccio la raccolta differenziata della plastica, ed è venuta in casa solo quando ha capito che a causa del brutto tempo gli operai avevano disertato il posto di lavoro.
Inutile dire che gli operai non sanno nulla del fatto che la Ula ce l'ha moltissimo con loro.
Anche noi siamo stati rintanati in casa, tranne una puntatina al supermercato che ho fatto io stamattina, ovviamente nel momento in cui il nubifragio era più forte.
Quando sono tornata a casa i miei capelli erano così scompigliati che sembravo la medusa.
Sono uscita di nuovo stasera: iniziava finalmente il corso di scrittura di Marina Giovannelli, che attendevo da tanto tempo.
E' una cosa che mi rende felice, e quando Marina ha detto che il tempo era quasi terminato l'ho guardata stupita: mi pareva che fossimo lì a leggere e commentare le nostre letture da pochissimi minuti.
Dopo diversi giorni di pesce, anche per via della temperatura più bassa, oggi abbiamo preferito mangiare qualcosa di più corposo: carne per pranzo e una pasta e fagioli stasera.
Nodini di maiale allo zenzero (x 2 persone)
2 nodini di maiale, 1 spicchio d'aglio, 5 o 6 bacche di ginepro, un pezzetto di radice di zenzero fresca, 1/2 bicchiere di vino bianco, succo di mezzo limone, 1 foglia di alloro.
Tritare finemente l'aglio, spellare e affettare finemente lo zenzero, pestare le bacche di ginepro. Mettere i nodini in una terrina, cospargerli con gli aromi, aggiungere la foglia di alloro e bagnare con il vino e il succo di limone.
Corprire la terrina e far marinare per un'ora circa, mescolando di tanto in tanto.
Cuocere su una griglia ben calda, 3 o 4 minuti per parte. Bagnare con qualche cucchiaio della marinata rimasta, far sfumare lievemente, e servire con un contorno di verdure grigliate.
95,9
147/98 mmHg
lunedì 3 marzo 2008
Serriamo i ranghi
Si, ok, si va a mangiare in posto esclusivi, ma si mangia inevitabilmente troppo, e qui saremmo a dieta.
Che le situazione debba essere messa di nuovo sotto controllo lo dimostra la bilancia, che nel mio caso è fissa, mentre nel caso del prof mostra una lieve tendenza alla salita, e questo veramente non è bene.
Dato che far capire al prof che mangiare poco significa ridurre la quantità degli ingredienti con cui si cucina è una vera e propria mission impossible, ho deciso che per quanto possibile cucinerò io, per oggi ci sono riuscita.
Pranzo
Filetti di scorfano con verdure (x 2 persone)
300 g di filetti di scorfano, 2 zucchine, 6 pomodorini, 1/cipolla rossa, 1 spicchio d'aglio, 1 cucchiaino di erbe di provenza, 2 cucchiai di olio, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, pepe.
Tritare la cipolla e farla soffriggere in un po' di olio, aggiungere le zucchine tagliate a fiammifero e i pomodorini tagliati a metà. Cuocere per 5 minuti.
Nel frattempo tritare molto finemente l'aglio e amalgamarlo alle erbe di provenza con un po' di olio.
Togliere le verdure dalla padella, mettere i filetti di pesce nel fondo di cottura, scottarli da entrambi i lati, bagnare col vino bianco e far evaporare. Rimettere le verdure nella padella, cuocere per altri due minuti, quindi aggiungere il trito di aglio ed erbe, pepare, quindi togliere dal fuoco e tenere in caldo.
Con una parte del sugo è possibile condire un po' di tubetti.
Accompagnare il pesce con una insalata di valeriana con quache gheriglio di noce.
Cena
Risotto con fave, acciughe e pecorino (x 2 persone)
160 g di riso arborio, 1/2 cipolla, 120 g di fave sgranate (anche in scatola), 2 filetti di acciuga, 1 peperoncino, 2 cucchiai di pecorino romano grattuggiato, 2 cucchiai di olio, brodo vegetale.
Tagliare fine la cipolla, rosolarla con un po' di olio, aggiungere le fave, cuocere per qualche istante, quindi mettere il riso e tostarlo. Aggiungere il brodo poco alla volta fino a completa cottura del riso.
Nel frattempo rosolare il peperoncino nell'olio e disfarvi i filetti di acciuga.
Mantecare il risotto con il pecorino e l'olio aromatizzato.
Servire caldissimo.
95.9 kg
133/80 mmHg
Che le situazione debba essere messa di nuovo sotto controllo lo dimostra la bilancia, che nel mio caso è fissa, mentre nel caso del prof mostra una lieve tendenza alla salita, e questo veramente non è bene.
Dato che far capire al prof che mangiare poco significa ridurre la quantità degli ingredienti con cui si cucina è una vera e propria mission impossible, ho deciso che per quanto possibile cucinerò io, per oggi ci sono riuscita.
Pranzo
Filetti di scorfano con verdure (x 2 persone)
300 g di filetti di scorfano, 2 zucchine, 6 pomodorini, 1/cipolla rossa, 1 spicchio d'aglio, 1 cucchiaino di erbe di provenza, 2 cucchiai di olio, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, pepe.
Tritare la cipolla e farla soffriggere in un po' di olio, aggiungere le zucchine tagliate a fiammifero e i pomodorini tagliati a metà. Cuocere per 5 minuti.
Nel frattempo tritare molto finemente l'aglio e amalgamarlo alle erbe di provenza con un po' di olio.
Togliere le verdure dalla padella, mettere i filetti di pesce nel fondo di cottura, scottarli da entrambi i lati, bagnare col vino bianco e far evaporare. Rimettere le verdure nella padella, cuocere per altri due minuti, quindi aggiungere il trito di aglio ed erbe, pepare, quindi togliere dal fuoco e tenere in caldo.
Con una parte del sugo è possibile condire un po' di tubetti.
Accompagnare il pesce con una insalata di valeriana con quache gheriglio di noce.
Cena
Risotto con fave, acciughe e pecorino (x 2 persone)
160 g di riso arborio, 1/2 cipolla, 120 g di fave sgranate (anche in scatola), 2 filetti di acciuga, 1 peperoncino, 2 cucchiai di pecorino romano grattuggiato, 2 cucchiai di olio, brodo vegetale.
Tagliare fine la cipolla, rosolarla con un po' di olio, aggiungere le fave, cuocere per qualche istante, quindi mettere il riso e tostarlo. Aggiungere il brodo poco alla volta fino a completa cottura del riso.
Nel frattempo rosolare il peperoncino nell'olio e disfarvi i filetti di acciuga.
Mantecare il risotto con il pecorino e l'olio aromatizzato.
Servire caldissimo.
95.9 kg
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domenica 24 febbraio 2008
Il potere della lettura
Sono un paio di giorni che per una serie di motivi non usciamo di casa: cattivo tempo, problemi di lavoro, pulizie, eccetera eccetera.
In più, sarà il freddo, sarà non so che cosa, abbiamo un certo appetito costante.
E' vero che stiamo mangiando soprattutto pesce, ma lo infiliamo in consistenti piatti di pasta.
Questo per dire che stiamo facendo tutto meno la vita sana che dovremmo fare.
Nonostante ciò le misurazioni di stamattina hanno mostrato dei risultati sorprendentemente buoni.
Pensa che ti ripensa mi sono fatta una mia teoria.
Ieri sera sono andata a letto con un libro. Questa non è una novità, io vado sempre a letto con un libro, ma questo era un libro di circa 700 pagine, e non mi ha lasciato dormire finché non ho visto la parola fine.
In pratica mi sono addormentata alle quattro.
Il libro si intitola "Uomini che odiano le donne", ed è un noir di Stieg Larsson. Non sto a raccontare la trama, per coloro che non possono leggere un noir se non sanno come va a finire.
A me personalmente invece la cosa non interessa, dato che in un libro apprezzo l'intreccio, la vividezza dei personaggi, la scrittura avvicente, per cui anche se so come va a finre questo non mi toglie il piacere della lettura.
E in effetti questo è un libro ben scritto. Si percepisce distinatamente il background di giornalista di Larsson, ma il dettaglio psicologico dei personaggi è praticamente perfetto, e la trama più che avvicente, come dimostra apunto il fatto che mi sono letteralmente bevuta le 700 pagine, e l'adrenalina che in quelle ore mi è scorsa nelle vene mi ha fatto bruciare più calorie di una passeggiata.
Se la mia teoria è vera mi basta trovare un congruo numero di libri che mi tengano sveglia allo stesso modo, e in breve mi ritroverò ad essere una silfide!
Comunque, tanto per essere sicuri e non trascurarealcuna possibilità, continuiamo con la dieta di pesce, e oggi ho preparato il sugo al nero di seppia, considerato anche che stasera abbiamo gente a cena.
Spaghetti al nero di seppia (x 4 persone)
1 kg di seppie nere, 1 cipolla di tropea piccola, 1 spicchio d'aglio, i barattolo di polpa di pomodoro, 1 ciuffo di prezzemolo tritato, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, pepe, olio extravergine di oliva.
Pulire e spellare le seppie, tenendo da parte le interiora e i sacchi del nero, tagliarle a pezzettini, lavarle e scolarle bene.
Affettare sottilmente la cipolla, farla imbiondire in poco olio, assieme allo spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungere le seppie e le interiora, il pomodoro e il prezzemolo e far insaporire a fiamma vivace.
Bagnare col vino bianco e far sfumare. Cuocere per cica 20 minuti, aggiungendo poca acqua se necessario, controllare che le seppie siano ben tenere, pepare e aggiungere il contenuto dei sacchi del nero.
Far addensare ancora qualche minuto, quindi aggiungere un filo di olio crudo e un po' di prezzemolo tritato fine.
Con questo sugo si possono condire gli spaghetti per 4 persone, ottenendo un piatto unico da accompagnare con una insalata mista.
95.8 kg
128/85 mmHg
In più, sarà il freddo, sarà non so che cosa, abbiamo un certo appetito costante.
E' vero che stiamo mangiando soprattutto pesce, ma lo infiliamo in consistenti piatti di pasta.
Questo per dire che stiamo facendo tutto meno la vita sana che dovremmo fare.
Nonostante ciò le misurazioni di stamattina hanno mostrato dei risultati sorprendentemente buoni.
Pensa che ti ripensa mi sono fatta una mia teoria.
Ieri sera sono andata a letto con un libro. Questa non è una novità, io vado sempre a letto con un libro, ma questo era un libro di circa 700 pagine, e non mi ha lasciato dormire finché non ho visto la parola fine.
In pratica mi sono addormentata alle quattro.
Il libro si intitola "Uomini che odiano le donne", ed è un noir di Stieg Larsson. Non sto a raccontare la trama, per coloro che non possono leggere un noir se non sanno come va a finire.
A me personalmente invece la cosa non interessa, dato che in un libro apprezzo l'intreccio, la vividezza dei personaggi, la scrittura avvicente, per cui anche se so come va a finre questo non mi toglie il piacere della lettura.
E in effetti questo è un libro ben scritto. Si percepisce distinatamente il background di giornalista di Larsson, ma il dettaglio psicologico dei personaggi è praticamente perfetto, e la trama più che avvicente, come dimostra apunto il fatto che mi sono letteralmente bevuta le 700 pagine, e l'adrenalina che in quelle ore mi è scorsa nelle vene mi ha fatto bruciare più calorie di una passeggiata.
Se la mia teoria è vera mi basta trovare un congruo numero di libri che mi tengano sveglia allo stesso modo, e in breve mi ritroverò ad essere una silfide!
Comunque, tanto per essere sicuri e non trascurarealcuna possibilità, continuiamo con la dieta di pesce, e oggi ho preparato il sugo al nero di seppia, considerato anche che stasera abbiamo gente a cena.
Spaghetti al nero di seppia (x 4 persone)
1 kg di seppie nere, 1 cipolla di tropea piccola, 1 spicchio d'aglio, i barattolo di polpa di pomodoro, 1 ciuffo di prezzemolo tritato, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, pepe, olio extravergine di oliva.
Pulire e spellare le seppie, tenendo da parte le interiora e i sacchi del nero, tagliarle a pezzettini, lavarle e scolarle bene.
Affettare sottilmente la cipolla, farla imbiondire in poco olio, assieme allo spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungere le seppie e le interiora, il pomodoro e il prezzemolo e far insaporire a fiamma vivace.
Bagnare col vino bianco e far sfumare. Cuocere per cica 20 minuti, aggiungendo poca acqua se necessario, controllare che le seppie siano ben tenere, pepare e aggiungere il contenuto dei sacchi del nero.
Far addensare ancora qualche minuto, quindi aggiungere un filo di olio crudo e un po' di prezzemolo tritato fine.
Con questo sugo si possono condire gli spaghetti per 4 persone, ottenendo un piatto unico da accompagnare con una insalata mista.
95.8 kg
128/85 mmHg
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mercoledì 20 febbraio 2008
Dolce peso
Oggi qui è stata una giornata piuttosto brutta, di quelle giornate in cui non piove ma non c'è il sole, la luce ha lo stesso identico colore dall'alba al tramonto, non fa esattamente fraddo, ma si ha la sensazione che il freddo penetri fino alle ossa.
Un vero schifo, e, per dirla tutta, la tipica giornata che non ti incoraggia a mettere il naso fuori di casa.
E infatti noi il naso fuori di casa proprio non l'avremmo messo, nemmeno per la nostra passeggiata quotidiana, se non fosse stato per il fatto che io avevo appuntamento col veterinario per un po' di vaccinazioni e altro, e il prof mi ha accompagnato perché non ero in grado di portare fuori i gatti da sola.
La banda in trasferta era composta da:
I cuccioli vanno vaccinati e va applicato il microchip, e non sono soddisfatti, soprattutto della seconda operazione, e quindi vanno tenuti con forza.
Mamma gatta deve fare una puntura che le impediscadi fare un'altra cucciolata troppo presto, il liquido iniettato brucicchia un po', lei si divincola e salta come un canguro, e bisogna ovviamente tenerla ferma.
Karamel deve fare la vaccinazione e un prelievo di mucosa dalla bocca per un test genetico.
Karamel è il gatto più buono del mondo, ha soggezione di niente e paura di nulla, per cui appena apro il trasportino esce, saluta il veterinario con un bel "chirp meo", e fa un bel salto giù dal tavolo, iniziando ad esplorare lo studio. Lo riacchiappo e lo rideposito
sul tavolo.
L'operazione si ripete un po' di volte, lui vuole assolutamente esplorare l'ambulatorio, io vorrei evitare, e intanto faccio sollevamento pesi.
Finalmente riusciamo a fare la vaccinazione, poi il vet si prepara per il prelievo della mucosa, con l'apposito spazzolino, e mentre lui si prepara io e Karamel rifacciamo un po' di volte il giochino, lui slata giù e io lo rimetto su.
Finalmente il vet è pronto, guanti sterili e spazzolino in mano, si avvicina alla bocca di Karamel, il quale morde con gran gusto lo spazzolino, sai mai che ci sia sopra qualcosa da mangiare!
Insomma che dopo un po' di tentativi si riesce a fare il prelievo, e non c'è bisogno di spezzare lo spazzolino per inserire le setole nell'apposita provetta: a furia di mordicchiate si è spezzato da solo.
Riacchiappiamo la banda, torniamo a casa e torniamo su: terzo piano!
Insomma che non abbiamo fatto la passeggiata, ma direi che con tutto questo dolce peso la nostra dose di esercizio l'abbiamo fatta lo stesso, e poi dovevamo smaltire i friggiarielli.
Che cosa sono i friggiarielli? Peperoncini dolci verdi, buonissimi!
Friggiarielli (x 2 persone)
1/2 kg di friggiarielli; 1 spicchio d'aglio, 7 o 8 pomodorini ciliegini, basilico, olio extravergine di oliva, sale iposodico
Pulire bene i friggiarielli, e metterli a rosolare nell'olio. Quando sono ammorbiditi toglierli dall'olio, mettere in padella lo spicchio d'aglio a fettine e i pomodorini a quarti.
Far appassire i pomodorini, rimettere in padella i peperoni, aggiustare di sale, aggiunger eil basilico e completare la cottura.
Sono spettacolari come contorno, ma anche per condire dei tubetti, noi abbiamo fatto un po' e un po', metà sulla pasta e metà a fare da contorno a degli arrosticini di agnello.
96,2 kg
138/85 mmHg
Un vero schifo, e, per dirla tutta, la tipica giornata che non ti incoraggia a mettere il naso fuori di casa.
E infatti noi il naso fuori di casa proprio non l'avremmo messo, nemmeno per la nostra passeggiata quotidiana, se non fosse stato per il fatto che io avevo appuntamento col veterinario per un po' di vaccinazioni e altro, e il prof mi ha accompagnato perché non ero in grado di portare fuori i gatti da sola.
La banda in trasferta era composta da:
- 5 cuccioli di tre mesi, 1,5 kg l'uno come media
- la mamma dei cuccioli, quasi 5 kg
- karamel, campione del mondo che con gli anni è passato dallo stato felino a quello di zucca da competizione, 9 kg di ciccia e simpatia
I cuccioli vanno vaccinati e va applicato il microchip, e non sono soddisfatti, soprattutto della seconda operazione, e quindi vanno tenuti con forza.
Mamma gatta deve fare una puntura che le impediscadi fare un'altra cucciolata troppo presto, il liquido iniettato brucicchia un po', lei si divincola e salta come un canguro, e bisogna ovviamente tenerla ferma.
Karamel deve fare la vaccinazione e un prelievo di mucosa dalla bocca per un test genetico.
Karamel è il gatto più buono del mondo, ha soggezione di niente e paura di nulla, per cui appena apro il trasportino esce, saluta il veterinario con un bel "chirp meo", e fa un bel salto giù dal tavolo, iniziando ad esplorare lo studio. Lo riacchiappo e lo rideposito
sul tavolo.
L'operazione si ripete un po' di volte, lui vuole assolutamente esplorare l'ambulatorio, io vorrei evitare, e intanto faccio sollevamento pesi.
Finalmente riusciamo a fare la vaccinazione, poi il vet si prepara per il prelievo della mucosa, con l'apposito spazzolino, e mentre lui si prepara io e Karamel rifacciamo un po' di volte il giochino, lui slata giù e io lo rimetto su.
Finalmente il vet è pronto, guanti sterili e spazzolino in mano, si avvicina alla bocca di Karamel, il quale morde con gran gusto lo spazzolino, sai mai che ci sia sopra qualcosa da mangiare!
Insomma che dopo un po' di tentativi si riesce a fare il prelievo, e non c'è bisogno di spezzare lo spazzolino per inserire le setole nell'apposita provetta: a furia di mordicchiate si è spezzato da solo.
Riacchiappiamo la banda, torniamo a casa e torniamo su: terzo piano!
Insomma che non abbiamo fatto la passeggiata, ma direi che con tutto questo dolce peso la nostra dose di esercizio l'abbiamo fatta lo stesso, e poi dovevamo smaltire i friggiarielli.
Che cosa sono i friggiarielli? Peperoncini dolci verdi, buonissimi!
Friggiarielli (x 2 persone)
1/2 kg di friggiarielli; 1 spicchio d'aglio, 7 o 8 pomodorini ciliegini, basilico, olio extravergine di oliva, sale iposodico
Pulire bene i friggiarielli, e metterli a rosolare nell'olio. Quando sono ammorbiditi toglierli dall'olio, mettere in padella lo spicchio d'aglio a fettine e i pomodorini a quarti.
Far appassire i pomodorini, rimettere in padella i peperoni, aggiustare di sale, aggiunger eil basilico e completare la cottura.
Sono spettacolari come contorno, ma anche per condire dei tubetti, noi abbiamo fatto un po' e un po', metà sulla pasta e metà a fare da contorno a degli arrosticini di agnello.
96,2 kg
138/85 mmHg
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domenica 17 febbraio 2008
Una domenica normale
Siamo tornati dal concerto di ieri sera che era quasi la una, e stamattina svegliarsi è stata veramente dura, ma d'altra parte è domenica, e svegliarsi tardi la domenica è decisamente normale.
E oggi è proprio una domenica normale: pulizie di casa per me, pronto soccorso tesi per il prof, passeggiata nel pomeriggio.
A proposito di passeggiata: stasera ho scoperto che il prof ha un senso delle distanze un po' distorto.
Ha raccontato che alle amiche che ci hanno fatto compagnia a cena che ieri abbiamo fatto quasi 15 km a piedi, e oggi almeno 7, peccato che ieri fossero 6, 4 km, e oggi poco più di 3, certificati da Google maps. Ecco perché si concede parecchie aggiunte alla normale dieta, è convinto di stare bruciando più di quello che brucia in realtà, sarà meglio che lo sorvegli da vicino.
Passeggiando passeggiando abbiamo scoperto che dietro il cimitero del paese c'è un campo sportivo aperto al pubblico di cui non conoscevamo l'esistenza, con un anello per lo jogging di circa 1000 metri, e un simpatico percorso di allenamento, che torneremo di sicuro a provare, oggi non eravamo tanto in forma, visto che siamo usciti dopo pranzo, e i nostri stomaci erano ancora alle prese col coniglio mangiato a pranzo.
Coniglio ai peperoni (x 2 persone)
1/2 coniglio, 1 spicchio d'aglio, 20 g di grasso di prosciutto, 1 rametto di rosmarino, 1 figlia di alloro, 1 peperone gialo e 1 rosso, 1 filetto di acciuga, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, brodo vegetale, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale, pepe
Scaldare in una padella antiaderente 1 cucchiaio di olio e il grasso di prosciutto tritato col rosmarino. Aggiungere il coniglio a pezzi, assieme alla foglia di alloro, pepare abbondantemente e rosolare a fiamma viva. Quando il coniglio è ben colorito abbassare la fiamma e continuare la cottura aggiungendo poco alla volta un po' di brodo. Nel frattempo pulire i peperoni e tagliarli a bastoncini, rosolarli con il restante olio, l'aglio tritato e il filetto di acciuga.
Quando sono rosolati bagnare col vino e far evaporare.
Versare i peperoni col loro sugo nel tegame con il coniglio, aggiustare di sale e pepe, e continuare la cottura per almeno mezz'ora, o finché è ben tenero.
Servire con del riso basmati lessato.
Per le nostr amiche stasera abbiamo cucinato un'ottima pasta e cavolfiore, seguita da cotolette di manzo.
96,2 kg
140/97 mmHg
E oggi è proprio una domenica normale: pulizie di casa per me, pronto soccorso tesi per il prof, passeggiata nel pomeriggio.
A proposito di passeggiata: stasera ho scoperto che il prof ha un senso delle distanze un po' distorto.
Ha raccontato che alle amiche che ci hanno fatto compagnia a cena che ieri abbiamo fatto quasi 15 km a piedi, e oggi almeno 7, peccato che ieri fossero 6, 4 km, e oggi poco più di 3, certificati da Google maps. Ecco perché si concede parecchie aggiunte alla normale dieta, è convinto di stare bruciando più di quello che brucia in realtà, sarà meglio che lo sorvegli da vicino.
Passeggiando passeggiando abbiamo scoperto che dietro il cimitero del paese c'è un campo sportivo aperto al pubblico di cui non conoscevamo l'esistenza, con un anello per lo jogging di circa 1000 metri, e un simpatico percorso di allenamento, che torneremo di sicuro a provare, oggi non eravamo tanto in forma, visto che siamo usciti dopo pranzo, e i nostri stomaci erano ancora alle prese col coniglio mangiato a pranzo.
Coniglio ai peperoni (x 2 persone)
1/2 coniglio, 1 spicchio d'aglio, 20 g di grasso di prosciutto, 1 rametto di rosmarino, 1 figlia di alloro, 1 peperone gialo e 1 rosso, 1 filetto di acciuga, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, brodo vegetale, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale, pepe
Scaldare in una padella antiaderente 1 cucchiaio di olio e il grasso di prosciutto tritato col rosmarino. Aggiungere il coniglio a pezzi, assieme alla foglia di alloro, pepare abbondantemente e rosolare a fiamma viva. Quando il coniglio è ben colorito abbassare la fiamma e continuare la cottura aggiungendo poco alla volta un po' di brodo. Nel frattempo pulire i peperoni e tagliarli a bastoncini, rosolarli con il restante olio, l'aglio tritato e il filetto di acciuga.
Quando sono rosolati bagnare col vino e far evaporare.
Versare i peperoni col loro sugo nel tegame con il coniglio, aggiustare di sale e pepe, e continuare la cottura per almeno mezz'ora, o finché è ben tenero.
Servire con del riso basmati lessato.
Per le nostr amiche stasera abbiamo cucinato un'ottima pasta e cavolfiore, seguita da cotolette di manzo.
96,2 kg
140/97 mmHg
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venerdì 8 febbraio 2008
Avventure e disavventure
Tremate tremate le streghe son tornate, si diceva quando eravamo giovani e c'era ancora il feminismo. Beati tempi!
Comunque, streghe o non streghe, siamo tornati pure noi, un paio di giorni fa, ma ovviamente il diavolo ci ha messo lo zampino, e in mia assenza il computer ha deciso di suicidarsi, così la giornata di ieri è stata dedicata agli impianti bionici: scheda madre, processore e banchi di memoria, et voilà, come Lazzaro il computer è resuscitato!
Non sto a raccontare le altre avventure dei giorni scorsi, salvo per dire che lunedì abbiamo fatto un ricco giro in centro a Milano, bagnandoci fino alle mutande (letteralmente) ma gustando un caffè con relativi biscottini sotto la galleria, al Salotto, evisitando il rinnovato Savini.
Abbiamo anche avuto modo di riflettere su un gruppo di giovanette seminude e urlanti, che si esponevano impavide agli scrosci di pioggia, mentre invocavano l'apparizione di un tizio da uno dei balconi della galleria, stiamo ancora chiedendoci chi, perché non lo abbiamo capito.
Vabbè, veniamo alla giornata di oggi, alla cucina e ai dati
Colazione: the senza zucchero, due fettine di pane tostato fatto in casa, con marmellata senza zucchero
Pranzo
Spaghetti con ragù di verdura, trancio di salmone e trevigiana ai ferri, un'arancia
Cena
Pasta e cavolfiore (x 2)
1 cavolfiore piccolo - 10 g lardo o grasso di prosciutto - 1 spicchio d'aglio - 1 cucchiaino concentrato di pomodoro - 100 g pasta mista - q.b. prezzemolo - q.b. olio extravergine di oliva - 1 eperoncino - q.b. sale iposodico
Tritare il lardo e soffriggerlo in poco olio assieme all'aglio.
Aggiungere il concentrato di pomodoro, il peperoncino, il sale e il cavolfiore pulito e tagliato a pezzi.
Far soffriggere un po' e poi corpire con acqua bollente e far stufare fino a quando il cavolo inzia ad essere morbido ma non ancora del tutto cotto.
Far riprendere l'ebollizione e aggiungere la pasta, facendola cuocere nel sugo.
Aggiungere il prezzemolo tritato, lasciar riposare prima di servire.
96,3 kg
142/89 mmHg
Comunque, streghe o non streghe, siamo tornati pure noi, un paio di giorni fa, ma ovviamente il diavolo ci ha messo lo zampino, e in mia assenza il computer ha deciso di suicidarsi, così la giornata di ieri è stata dedicata agli impianti bionici: scheda madre, processore e banchi di memoria, et voilà, come Lazzaro il computer è resuscitato!
Non sto a raccontare le altre avventure dei giorni scorsi, salvo per dire che lunedì abbiamo fatto un ricco giro in centro a Milano, bagnandoci fino alle mutande (letteralmente) ma gustando un caffè con relativi biscottini sotto la galleria, al Salotto, evisitando il rinnovato Savini.
Abbiamo anche avuto modo di riflettere su un gruppo di giovanette seminude e urlanti, che si esponevano impavide agli scrosci di pioggia, mentre invocavano l'apparizione di un tizio da uno dei balconi della galleria, stiamo ancora chiedendoci chi, perché non lo abbiamo capito.
Vabbè, veniamo alla giornata di oggi, alla cucina e ai dati
Colazione: the senza zucchero, due fettine di pane tostato fatto in casa, con marmellata senza zucchero
Pranzo
Spaghetti con ragù di verdura, trancio di salmone e trevigiana ai ferri, un'arancia
Cena
Pasta e cavolfiore (x 2)
1 cavolfiore piccolo - 10 g lardo o grasso di prosciutto - 1 spicchio d'aglio - 1 cucchiaino concentrato di pomodoro - 100 g pasta mista - q.b. prezzemolo - q.b. olio extravergine di oliva - 1 eperoncino - q.b. sale iposodico
Tritare il lardo e soffriggerlo in poco olio assieme all'aglio.
Aggiungere il concentrato di pomodoro, il peperoncino, il sale e il cavolfiore pulito e tagliato a pezzi.
Far soffriggere un po' e poi corpire con acqua bollente e far stufare fino a quando il cavolo inzia ad essere morbido ma non ancora del tutto cotto.
Far riprendere l'ebollizione e aggiungere la pasta, facendola cuocere nel sugo.
Aggiungere il prezzemolo tritato, lasciar riposare prima di servire.
96,3 kg
142/89 mmHg
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