E' da un bel po' che su questo blog non si parla di cucina, complice il caldo che non ci fa venire voglia di cucinare, e complice la bonaccia di agosto, per dirla con Battiato, che non fa venire voglia di scrivere.
In realtà non è che ci sia moltissimo su cui scrivere.
La politica è finalmente in ferie, per lo meno per quanto riguarda la sua copertura mediatica, anche se sono convinta che proprio in questio periodo si stano preparando i simpatici scherzetti con cui dovremo fare i conti da settembre in avanti.
Come la chiusura e l'accorpamento delle scuole elementari dei piccoli paesi, si parla di qualcosa come 2500 plessi scolastici, in nome del risparmio.
Benissimo, risparmiamo pure, tanto tutto il movimento per portare avanti e indietro i bambini mica va nel conto del ministero, i soldi escono dalle tasche dei cittadini, i quali respirano anche i gas di scarico ... però il governo farà vedere di aver risparmiato.
Il guaio è che non avremo mai un'Italia ricca con i cittadini sempre più poveri e privi di servizi.
In ogni caso, oggi avevamo una voglia di pesce che abbiamo prontamente soddisfatto.
Spaghetti alla bottarga a modo mio (x 2 persone)
160 g di spaghettini, 1 spicchio d'aglio, 1 peperoncino, 4 filetti di acciuga, prezzemolo tritato, olio extravergine di oliva, bottarga di muggine grattuggiata.
Rosolare l'aglio tritato, il peperoncino e i filetti di acciuga nell'olio.
Nel frattempo lessare la pasta al dente, scolarla e saltarla in padella col condimento e un cucchiaio di prezzemolo tritato.
Servire caldissimo, con abbondante bottarga grattuggiata.
Orata alla marinara (x 2 persone)
2 orate da porzione, 1 spicchio d'aglio, una decina di pomodorini, pepe, olio extravergine di oliva, origano.
Tagliare l'aglio a fettine, rosolarlo nell'olio, aggiungere le orate e dorarle leggermente da entrambe le parti.
Coprire con i pomodorini, pepare e spolverizzare di origano.
Cuocere a fuoco dolcissimo, in padella coperta, per 20 minuti, girando delicatamente a metà cottura.
Sono nato per aiutare la mia creatrice che era a dieta. La dieta funziona anche, ma la politica nemmeno un po', e così sempre di quella si finisce per parlare ...
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mercoledì 20 agosto 2008
mercoledì 18 giugno 2008
Storia del puzzle dalla bolletta al pranzo
Tanto per proseguire il discorso di ieri, e dare ancora un pochino di ragione al matto (ma solo sull'argomento del costo del petrolio), oggi su un pericoloso giornale rivoluzionario (il Corriere della Sera), trovo questo articoletto ameno:
"Il puzzle bollette. Tasse e vecchi debiti
Guardare che cosa c'è dietro ai prezzi dei prodotti italiani dell'energia è un po' come aprire un vaso di Pandora: all'interno si scoprono voci bizzarre, che potrebbero addirittura avere un risvolto comico se non si traducessero automaticamente in un prelievo di denaro dalle tasche delle famiglie. Così è ad esempio per l'accisa che grava sul prezzo dei carburanti, che contiene una serie di prelievi che, in ordine temporale, vanno dal finanziamento della guerra di Etiopia del 1935 fino al contributo per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 passando per il Vajont, il Belice, l'alluvione di Firenze e altro. Imposte che si sono stratificate nel tempo e hanno contribuito a far sì che il 55% del prezzo del litro di benzina verde, o il 45% di quello del gasolio, sia costituito da tasse, Iva inclusa."
(Chi vuole leggere integralmente l'articolo, lo trova qui http://www.corriere.it/economia/08_giugno_18/bollette_sideri_916382d0-3cf6-11dd-bfea-00144f02aabc.shtml)
Insomma che, molto candidamente, apprendiamo che tra il 45 e il 55% del costo della benzina alla pompa è costituito da tasse, e non tasse normali, che se mi dicessero che il 55% del costo della benzina verde va a finanziare la sanità pubblica, o la scuola pubblica, forse nemmeno farei una piega, anzi, probabilmente plaudirei felice.
Invece è costituito da tasse che non si sa dove vanno a finire, dato che i recipienti non esistono più: la guerra d'Etipia è finita nel modo ignominoso che conosciamo, i ferrotranvieri quel contratto l'hanno avuto, immagino due lire a fronte di un fiume di soldi che contiuano ad arrivare dalle tasse sui carburanti, il sindaco del Vajont ha detto pubblicamente che tutto è ricostruito da un pezzo, che quei soldi non gli servono più, e che, soprattutto, non li ha mai nemmeno ricevuti, eccetera eccetera ...
E allora, caro Tremonti, oltre a inventare tasse improbabili che probabilmente daranno un gettito per cui non vale proprio lo sforzo, per ridistribuire una inezia dei favolosi introiti dei petrolieri, perché non dare una ripulita ai mille balzelli che gravano i carburanti? Oppure, con atto intelligente, accorparli in una unica voce il cui gettito vada a finanziare lo stato sociale, alè!
E a proposito di puzzle, oggi, esattamente all'ultimo momento, il prof mi ha avvisato che avrebbe portato a casa a pranzo un collega.
Per fortuna qualche anno fa frequentavo gli Hare Krsna, dai quali ho imparato che quando aumentano i commensali non è il caso di aumentare il quantitativo delle porzioni, è molto meglio aggiungere una portata, da dividere tra tutti i commensali (soprattutto se nel frattempo il negozio ha chiuso per l'intervallo di pranzo).
Una specie di puzzle culinario insomma, e, visto che oggi il pranzo prevedeva pesce con insalata, ci ho aggiunto un po' di fagiolini e un piatto di spaghetti.
Spaghetti al pesto rosso (x 3 persone)
210 g di spaghetti, 6 cucchiai di olio extravegine di oliva, 70 g di pomodori secchi sott'olio, 30 g di grana grattuggiato, 1 spicchio d'aglio, qualche foglia di basilico.
Mettere nel mixer i pomodori secchi, l'olio, l'aglio e il grana e frullare fino ad ottenere un pesto grossolano.
Nel frattempo lessare la pasta, condirla con il pesto diluito con qualche cucchiaio di acqua di cottura, aggiungere il basilico e servire caldissimo.
Filetto di branzino al limone (x 2 persone)
2 branzinetti sfilettati, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, scorza di mezzo limone, olio extravergine di oliva.
Scaldare l'olio in una padella antiaderente, deporre i filetti di branzino con la polpa in alto, cuocere per un paio di minuti, poi aggiungere la scorza di limone e il vino. Continuare la cottura prendendo di tanto in tanto un cucchiaio di fondo e irrorando i filetti. Quando sono uniformememente bianchi, incoperchiare e proseguire la cottura per 5 minuti.
Volendo arricchire il piatto con dei fagiolini, lessarli in acqua bollente salata per 10 minuti, scolarli e ripassarli nel fondo di cottura del pesce.
Insalata capperina
100 g di foglie di lattuga, 80 g di rucola, 150 g di pomodori ciliegini, 1 carota, 1 costola di sedano, un cucchiaio di capperi di Pantelleria, olio extravergine di oliva, succo di mezzo limone, qualche foglia di basilico.
Lavare, strizzare e spezzettare le insalate, tagliare la carota a fettine sottilissime con un pelapatate, tagliare la costola di sedano a listarelle e i pomodori in quarti.
Disporre il tutto in una capace insalatiera e aggiungere i capperi.
In una ciotolina emulsionare l'olio, il limone e le foglie di basilico spezzettate, quindi condire l'insalata.
"Il puzzle bollette. Tasse e vecchi debiti
Guardare che cosa c'è dietro ai prezzi dei prodotti italiani dell'energia è un po' come aprire un vaso di Pandora: all'interno si scoprono voci bizzarre, che potrebbero addirittura avere un risvolto comico se non si traducessero automaticamente in un prelievo di denaro dalle tasche delle famiglie. Così è ad esempio per l'accisa che grava sul prezzo dei carburanti, che contiene una serie di prelievi che, in ordine temporale, vanno dal finanziamento della guerra di Etiopia del 1935 fino al contributo per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 passando per il Vajont, il Belice, l'alluvione di Firenze e altro. Imposte che si sono stratificate nel tempo e hanno contribuito a far sì che il 55% del prezzo del litro di benzina verde, o il 45% di quello del gasolio, sia costituito da tasse, Iva inclusa."
(Chi vuole leggere integralmente l'articolo, lo trova qui http://www.corriere.it/economia/08_giugno_18/bollette_sideri_916382d0-3cf6-11dd-bfea-00144f02aabc.shtml)
Insomma che, molto candidamente, apprendiamo che tra il 45 e il 55% del costo della benzina alla pompa è costituito da tasse, e non tasse normali, che se mi dicessero che il 55% del costo della benzina verde va a finanziare la sanità pubblica, o la scuola pubblica, forse nemmeno farei una piega, anzi, probabilmente plaudirei felice.
Invece è costituito da tasse che non si sa dove vanno a finire, dato che i recipienti non esistono più: la guerra d'Etipia è finita nel modo ignominoso che conosciamo, i ferrotranvieri quel contratto l'hanno avuto, immagino due lire a fronte di un fiume di soldi che contiuano ad arrivare dalle tasse sui carburanti, il sindaco del Vajont ha detto pubblicamente che tutto è ricostruito da un pezzo, che quei soldi non gli servono più, e che, soprattutto, non li ha mai nemmeno ricevuti, eccetera eccetera ...
E allora, caro Tremonti, oltre a inventare tasse improbabili che probabilmente daranno un gettito per cui non vale proprio lo sforzo, per ridistribuire una inezia dei favolosi introiti dei petrolieri, perché non dare una ripulita ai mille balzelli che gravano i carburanti? Oppure, con atto intelligente, accorparli in una unica voce il cui gettito vada a finanziare lo stato sociale, alè!
E a proposito di puzzle, oggi, esattamente all'ultimo momento, il prof mi ha avvisato che avrebbe portato a casa a pranzo un collega.
Per fortuna qualche anno fa frequentavo gli Hare Krsna, dai quali ho imparato che quando aumentano i commensali non è il caso di aumentare il quantitativo delle porzioni, è molto meglio aggiungere una portata, da dividere tra tutti i commensali (soprattutto se nel frattempo il negozio ha chiuso per l'intervallo di pranzo).
Una specie di puzzle culinario insomma, e, visto che oggi il pranzo prevedeva pesce con insalata, ci ho aggiunto un po' di fagiolini e un piatto di spaghetti.
Spaghetti al pesto rosso (x 3 persone)
210 g di spaghetti, 6 cucchiai di olio extravegine di oliva, 70 g di pomodori secchi sott'olio, 30 g di grana grattuggiato, 1 spicchio d'aglio, qualche foglia di basilico.
Mettere nel mixer i pomodori secchi, l'olio, l'aglio e il grana e frullare fino ad ottenere un pesto grossolano.
Nel frattempo lessare la pasta, condirla con il pesto diluito con qualche cucchiaio di acqua di cottura, aggiungere il basilico e servire caldissimo.
Filetto di branzino al limone (x 2 persone)
2 branzinetti sfilettati, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, scorza di mezzo limone, olio extravergine di oliva.
Scaldare l'olio in una padella antiaderente, deporre i filetti di branzino con la polpa in alto, cuocere per un paio di minuti, poi aggiungere la scorza di limone e il vino. Continuare la cottura prendendo di tanto in tanto un cucchiaio di fondo e irrorando i filetti. Quando sono uniformememente bianchi, incoperchiare e proseguire la cottura per 5 minuti.
Volendo arricchire il piatto con dei fagiolini, lessarli in acqua bollente salata per 10 minuti, scolarli e ripassarli nel fondo di cottura del pesce.
Insalata capperina
100 g di foglie di lattuga, 80 g di rucola, 150 g di pomodori ciliegini, 1 carota, 1 costola di sedano, un cucchiaio di capperi di Pantelleria, olio extravergine di oliva, succo di mezzo limone, qualche foglia di basilico.
Lavare, strizzare e spezzettare le insalate, tagliare la carota a fettine sottilissime con un pelapatate, tagliare la costola di sedano a listarelle e i pomodori in quarti.
Disporre il tutto in una capace insalatiera e aggiungere i capperi.
In una ciotolina emulsionare l'olio, il limone e le foglie di basilico spezzettate, quindi condire l'insalata.
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domenica 24 febbraio 2008
Il potere della lettura
Sono un paio di giorni che per una serie di motivi non usciamo di casa: cattivo tempo, problemi di lavoro, pulizie, eccetera eccetera.
In più, sarà il freddo, sarà non so che cosa, abbiamo un certo appetito costante.
E' vero che stiamo mangiando soprattutto pesce, ma lo infiliamo in consistenti piatti di pasta.
Questo per dire che stiamo facendo tutto meno la vita sana che dovremmo fare.
Nonostante ciò le misurazioni di stamattina hanno mostrato dei risultati sorprendentemente buoni.
Pensa che ti ripensa mi sono fatta una mia teoria.
Ieri sera sono andata a letto con un libro. Questa non è una novità, io vado sempre a letto con un libro, ma questo era un libro di circa 700 pagine, e non mi ha lasciato dormire finché non ho visto la parola fine.
In pratica mi sono addormentata alle quattro.
Il libro si intitola "Uomini che odiano le donne", ed è un noir di Stieg Larsson. Non sto a raccontare la trama, per coloro che non possono leggere un noir se non sanno come va a finire.
A me personalmente invece la cosa non interessa, dato che in un libro apprezzo l'intreccio, la vividezza dei personaggi, la scrittura avvicente, per cui anche se so come va a finre questo non mi toglie il piacere della lettura.
E in effetti questo è un libro ben scritto. Si percepisce distinatamente il background di giornalista di Larsson, ma il dettaglio psicologico dei personaggi è praticamente perfetto, e la trama più che avvicente, come dimostra apunto il fatto che mi sono letteralmente bevuta le 700 pagine, e l'adrenalina che in quelle ore mi è scorsa nelle vene mi ha fatto bruciare più calorie di una passeggiata.
Se la mia teoria è vera mi basta trovare un congruo numero di libri che mi tengano sveglia allo stesso modo, e in breve mi ritroverò ad essere una silfide!
Comunque, tanto per essere sicuri e non trascurarealcuna possibilità, continuiamo con la dieta di pesce, e oggi ho preparato il sugo al nero di seppia, considerato anche che stasera abbiamo gente a cena.
Spaghetti al nero di seppia (x 4 persone)
1 kg di seppie nere, 1 cipolla di tropea piccola, 1 spicchio d'aglio, i barattolo di polpa di pomodoro, 1 ciuffo di prezzemolo tritato, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, pepe, olio extravergine di oliva.
Pulire e spellare le seppie, tenendo da parte le interiora e i sacchi del nero, tagliarle a pezzettini, lavarle e scolarle bene.
Affettare sottilmente la cipolla, farla imbiondire in poco olio, assieme allo spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungere le seppie e le interiora, il pomodoro e il prezzemolo e far insaporire a fiamma vivace.
Bagnare col vino bianco e far sfumare. Cuocere per cica 20 minuti, aggiungendo poca acqua se necessario, controllare che le seppie siano ben tenere, pepare e aggiungere il contenuto dei sacchi del nero.
Far addensare ancora qualche minuto, quindi aggiungere un filo di olio crudo e un po' di prezzemolo tritato fine.
Con questo sugo si possono condire gli spaghetti per 4 persone, ottenendo un piatto unico da accompagnare con una insalata mista.
95.8 kg
128/85 mmHg
In più, sarà il freddo, sarà non so che cosa, abbiamo un certo appetito costante.
E' vero che stiamo mangiando soprattutto pesce, ma lo infiliamo in consistenti piatti di pasta.
Questo per dire che stiamo facendo tutto meno la vita sana che dovremmo fare.
Nonostante ciò le misurazioni di stamattina hanno mostrato dei risultati sorprendentemente buoni.
Pensa che ti ripensa mi sono fatta una mia teoria.
Ieri sera sono andata a letto con un libro. Questa non è una novità, io vado sempre a letto con un libro, ma questo era un libro di circa 700 pagine, e non mi ha lasciato dormire finché non ho visto la parola fine.
In pratica mi sono addormentata alle quattro.
Il libro si intitola "Uomini che odiano le donne", ed è un noir di Stieg Larsson. Non sto a raccontare la trama, per coloro che non possono leggere un noir se non sanno come va a finire.
A me personalmente invece la cosa non interessa, dato che in un libro apprezzo l'intreccio, la vividezza dei personaggi, la scrittura avvicente, per cui anche se so come va a finre questo non mi toglie il piacere della lettura.
E in effetti questo è un libro ben scritto. Si percepisce distinatamente il background di giornalista di Larsson, ma il dettaglio psicologico dei personaggi è praticamente perfetto, e la trama più che avvicente, come dimostra apunto il fatto che mi sono letteralmente bevuta le 700 pagine, e l'adrenalina che in quelle ore mi è scorsa nelle vene mi ha fatto bruciare più calorie di una passeggiata.
Se la mia teoria è vera mi basta trovare un congruo numero di libri che mi tengano sveglia allo stesso modo, e in breve mi ritroverò ad essere una silfide!
Comunque, tanto per essere sicuri e non trascurarealcuna possibilità, continuiamo con la dieta di pesce, e oggi ho preparato il sugo al nero di seppia, considerato anche che stasera abbiamo gente a cena.
Spaghetti al nero di seppia (x 4 persone)
1 kg di seppie nere, 1 cipolla di tropea piccola, 1 spicchio d'aglio, i barattolo di polpa di pomodoro, 1 ciuffo di prezzemolo tritato, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, pepe, olio extravergine di oliva.
Pulire e spellare le seppie, tenendo da parte le interiora e i sacchi del nero, tagliarle a pezzettini, lavarle e scolarle bene.
Affettare sottilmente la cipolla, farla imbiondire in poco olio, assieme allo spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungere le seppie e le interiora, il pomodoro e il prezzemolo e far insaporire a fiamma vivace.
Bagnare col vino bianco e far sfumare. Cuocere per cica 20 minuti, aggiungendo poca acqua se necessario, controllare che le seppie siano ben tenere, pepare e aggiungere il contenuto dei sacchi del nero.
Far addensare ancora qualche minuto, quindi aggiungere un filo di olio crudo e un po' di prezzemolo tritato fine.
Con questo sugo si possono condire gli spaghetti per 4 persone, ottenendo un piatto unico da accompagnare con una insalata mista.
95.8 kg
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