Stasera sono particolarmente addormentata: la notte scorsa ho riposato poco e male, poi a ora di pranzo ho sentito d'Alema intervistato dalla Palombelli, insomma che il mio cervello è come avvolto da un impermeabile.
In questa siatuazione di beata idiozia, mi ha particolarmente colpito una notizia data da Repubblica.
In poche parole una coppia di coniugi ha scoperto che il loro matrimonio in chiesa era stato officiato da un prete che poi si è dimostrato esere pedofilo, e quindi si sono rivolti alla Sacra Rota, chiedendo l'annullamento per "indegnità del celebrante".
Non so se mettermi a ridere o a piangere, perché di scuse per mandare a gambe levate un matrimonio con quel sistema ipocrita che è l'annullamento di Sacra Rota ne avevo sentite tante, dai matrimoni non consumati che però hanno aumentato di qualche unità la popolazione umana, ai vizi di forma più stupefacenti, uno per tutti: mi sono sposato solo perché così avrei potuto comprarmi la moto, letta sulle carte di richiesta di annullamento di un conoscente, ma mai incredibile come questa.
Cosa ha di così incredibile?
Beh, è semplice: il matrimonio è l'unico sacramento in cui il celebrante non è il prete.
Sono i coniugi i celebranti, e il prete benedice semplicemente il sacramento celebrato dai coniugi, quindi la richiesta di annullamento per indegnità del celebrante equivale a dire che l'annullamento viene chiesto perché i congiugi al momento del matrimonio non erano degni.
Vabbè che in quest'epoca di strana teologia ratzingeriana, dove dietro il paravento dell'infallibilità del papa si nascondono i più incredibili errori dottrinali, che poi in termini di senso comune sono cazzate galattiche, tutto è veramente possibile.
Mi riscatto da questo post teologico del quale probabilmente non frega nulla a nessuno scrivendo la ricetta del pane di farro e grano saraceno.
Pane di farro e grano saraceno
150 g di farina manitoba, 20 g di pasta acida secca, 200 g di farina di farro, 150 g di farina di grano saraceno, 30 g di olio extravergine di oliva, 12 g di sale, 1 cucchiaino di semi di finocchio, 1 cucchiaino di coriandolo macinato, 350 cc di acqua tiepida.
Mescolare la farina manitoba con la pasta acida, aggiungere 100 cc di acqua, formare un panetto e mettere a lievitare coperto e al caldo per 4 ore.
Mettere in una grossa ciotola le restanti farine, disponendole a fontana, mettere al centro il panetto lievitato, aggiungere l'acqua e iniziare a impastare, quindi aggiungere l'olio, il sale e le spezie.
Impastare energicamente con una impastatrice, quindi mettere a lievitare coperto e al caldo per 4 ore.
Infarinare una spianatoia, versare la pasta e lavorarla energicamente con le mani infarinate, aggiungendo eventualmente un po' di farina di farro se fosse troppo molle, per circa 5 minuti.
Mettere la pasta in uno stampo da plum cake, lasciar lievitare al caldo per un'ora, intanto preriscaldare il forno a 1890 °C, mettere nel forno una bacinella piena d'acqua, infornare il pane e cuocere per 40 minuti circa.
Sono nato per aiutare la mia creatrice che era a dieta. La dieta funziona anche, ma la politica nemmeno un po', e così sempre di quella si finisce per parlare ...
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giovedì 4 dicembre 2008
lunedì 17 marzo 2008
Pane!
Oggi ho inaugurato la mia nuova impastatrice preparando quello che si chiama pane della nonna, vale a dire un pane bianco con doppio lievito, e tre stadi di lievitazione successivi.
Ieri sera ho preparato il primo impasto, con 200 g di farina e 10 g di lievito secco sciolto in 125 ml d'acqua con 1 cucchiaino di malto, e ho lasciato a lievitare tutta la notte.
Questa mattina ho preso altri 400 g di farina, 10 g di lievito sciolto in 200 ml d'acqua, 10 g di sale, ho impastato per 5 minuti, poi ho aggiunto la biga preparata stanotte, ho continuato l'impasto, e poi ho lasciato a lievitare per due ore.
A questo punto ho preso l'impasto, l'ho rilavorato per 5 minuti, gli ho dato la forma di una pagnotta, e l'ho messo a lievitare coperto per un'altra ora.
A questo punto ho infornato a 200 °C per 50 minuti, mettendo in forno un pentolino d'acqua per ottenere una cottura a vapore.
E' venuto fuori un pagnottone dorato, con la crosta croccante, morbidissimo, decisamente goloso, e infatti non so se durerà la solita settimana.
Per il resto oggi ho cercato di disintossicarmi dalla abominevole politica italiana, e dedicarmi alle faccende di casa, piuttosto trascurate in questo periodo.
94,2 kg
136/87 mmHg
Ieri sera ho preparato il primo impasto, con 200 g di farina e 10 g di lievito secco sciolto in 125 ml d'acqua con 1 cucchiaino di malto, e ho lasciato a lievitare tutta la notte.
Questa mattina ho preso altri 400 g di farina, 10 g di lievito sciolto in 200 ml d'acqua, 10 g di sale, ho impastato per 5 minuti, poi ho aggiunto la biga preparata stanotte, ho continuato l'impasto, e poi ho lasciato a lievitare per due ore.
A questo punto ho preso l'impasto, l'ho rilavorato per 5 minuti, gli ho dato la forma di una pagnotta, e l'ho messo a lievitare coperto per un'altra ora.
A questo punto ho infornato a 200 °C per 50 minuti, mettendo in forno un pentolino d'acqua per ottenere una cottura a vapore.
E' venuto fuori un pagnottone dorato, con la crosta croccante, morbidissimo, decisamente goloso, e infatti non so se durerà la solita settimana.
Per il resto oggi ho cercato di disintossicarmi dalla abominevole politica italiana, e dedicarmi alle faccende di casa, piuttosto trascurate in questo periodo.
94,2 kg
136/87 mmHg
mercoledì 12 marzo 2008
L'addio
Oggi la mia macchina del pane, dopo 4 anni di onorato e costante servizio, mi ha lasciato.
Il cuscinetto che aziona la pala è scoppiato, proprio nel bel mezzo di un impasto, che ho dovuto continuare a mano.
Impastare a mano per me è un grosso problema: ho e mani molto piccole e prive della forza sufficiente a fare un buon lavoro, oltretutto tengo le unghie lunghe, e anche questa è una controindicazione.
Ovviamente l'ipotesi che si possa tornare a comprare del pane industriale non mi ha minimamente
sfiorato: mi sono infilata un paio di jeans e le scarpe, e sono andata al supermercato per vedere i modelli in commercio e i relativi prezzi.
Quando ho comprato la mia defunta macchina, fare il pane in casa era ancora più una moda snob che un'attività diffusa, per cui i modelli in commercio erano pochi, e piuttosto costosi: mi ricordo di aver visto una vetrina in centro che esponeva un modello che produceva contemporaneamente tre panetti da 250 g l'uno, per la gioia di servire i panicini speciali sulle tavole bene, e costava la bellezza di 350,00 euro.
Ovviamente mi guardai molto bene dal comprare una simile inutility, anche se solo con dure fatiche trovai un modello semplice semplice e dal costo umano.
Adesso la faccenda è diversa. Un sacco di gente fa il pane in casa, perché è stufa di pagare follie per una cosa gommosa che non si mantiene decente nemmeno per il tempo di trasportarla a casa, mentre il pane casalingo dura diversi giorni, sempre fresco e fragrante, così i modelli in commercio si sono moltiplicati, e hanno prezzi più che abbordabili.
Il problema però è un altro: quale che sia il modello acquistato, se lasci fare la macchina ottieni pane in cassetta, sempre con la stessa forma, e con la stessa tipolgia di lievitazione, checché ne dicano i vari programmi impostabili,
e io del pane in cassetta mi sono ampiamente scocciata.
Così, dopo aver percorso avanti e indietro più volte la corsia dei piccoli elettrodomestici del
supermercato, ho preso una decisione epocale: niente macchina del pane, ma una robusta impastatrice.
Questo mi permetterà di effettuare più agevolmente alcune operazioni di panificazione che fino ad ora ho svolto in maniera un po' spuria, dato che non erano previste dal ciclo di lavorazione della macchina. Vedremo che cosa riuscirò a combinare.
Oggi pesce, ho provato una ricettina nuova, che è risultata gustosa, ma sarebbe certamente venuta meglio se ci avessi messo un poco di vino bianco, solo che, presa dal problema della macchina del pane, non mi sono accorta di averlo finito :-(
Filetti di scorfano con finocchi e arance (x 2 persone)
300 g di filetti di scorfano surgelati, 1 finocchio, 1 arancia, un po' di farina gialla, una decina di olive di Gaeta, olio extravergine di oliva, 1/2 bicchiere di vino bianco, pepe.
Scongelare e asciugare i filetti di scorfano. Rivestire il fondo di una pirofila con carta da forno. Tagliare il finocchio a fettine sottili e disporlo nella pirofila. Sbucciare a vivo l'arancia e tagliarla a fettine sottili, disporle sopra il finocchio.
Aggiungere le olive e per ultimo i filetti di scorfano infarinati nella farina gialla.
Aggiungere l'olio, pepare, e irrorare col vino.
Infornare in forno preriscaldato a 200 °C e cuocere per 20 minuti, servire ben caldo.
95,8 kg
151/102 mmHg
Il cuscinetto che aziona la pala è scoppiato, proprio nel bel mezzo di un impasto, che ho dovuto continuare a mano.
Impastare a mano per me è un grosso problema: ho e mani molto piccole e prive della forza sufficiente a fare un buon lavoro, oltretutto tengo le unghie lunghe, e anche questa è una controindicazione.
Ovviamente l'ipotesi che si possa tornare a comprare del pane industriale non mi ha minimamente
sfiorato: mi sono infilata un paio di jeans e le scarpe, e sono andata al supermercato per vedere i modelli in commercio e i relativi prezzi.
Quando ho comprato la mia defunta macchina, fare il pane in casa era ancora più una moda snob che un'attività diffusa, per cui i modelli in commercio erano pochi, e piuttosto costosi: mi ricordo di aver visto una vetrina in centro che esponeva un modello che produceva contemporaneamente tre panetti da 250 g l'uno, per la gioia di servire i panicini speciali sulle tavole bene, e costava la bellezza di 350,00 euro.
Ovviamente mi guardai molto bene dal comprare una simile inutility, anche se solo con dure fatiche trovai un modello semplice semplice e dal costo umano.
Adesso la faccenda è diversa. Un sacco di gente fa il pane in casa, perché è stufa di pagare follie per una cosa gommosa che non si mantiene decente nemmeno per il tempo di trasportarla a casa, mentre il pane casalingo dura diversi giorni, sempre fresco e fragrante, così i modelli in commercio si sono moltiplicati, e hanno prezzi più che abbordabili.
Il problema però è un altro: quale che sia il modello acquistato, se lasci fare la macchina ottieni pane in cassetta, sempre con la stessa forma, e con la stessa tipolgia di lievitazione, checché ne dicano i vari programmi impostabili,
e io del pane in cassetta mi sono ampiamente scocciata.
Così, dopo aver percorso avanti e indietro più volte la corsia dei piccoli elettrodomestici del
supermercato, ho preso una decisione epocale: niente macchina del pane, ma una robusta impastatrice.
Questo mi permetterà di effettuare più agevolmente alcune operazioni di panificazione che fino ad ora ho svolto in maniera un po' spuria, dato che non erano previste dal ciclo di lavorazione della macchina. Vedremo che cosa riuscirò a combinare.
Oggi pesce, ho provato una ricettina nuova, che è risultata gustosa, ma sarebbe certamente venuta meglio se ci avessi messo un poco di vino bianco, solo che, presa dal problema della macchina del pane, non mi sono accorta di averlo finito :-(
Filetti di scorfano con finocchi e arance (x 2 persone)
300 g di filetti di scorfano surgelati, 1 finocchio, 1 arancia, un po' di farina gialla, una decina di olive di Gaeta, olio extravergine di oliva, 1/2 bicchiere di vino bianco, pepe.
Scongelare e asciugare i filetti di scorfano. Rivestire il fondo di una pirofila con carta da forno. Tagliare il finocchio a fettine sottili e disporlo nella pirofila. Sbucciare a vivo l'arancia e tagliarla a fettine sottili, disporle sopra il finocchio.
Aggiungere le olive e per ultimo i filetti di scorfano infarinati nella farina gialla.
Aggiungere l'olio, pepare, e irrorare col vino.
Infornare in forno preriscaldato a 200 °C e cuocere per 20 minuti, servire ben caldo.
95,8 kg
151/102 mmHg
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venerdì 15 febbraio 2008
M'illumino di meno
Oggi è il gran giorno di m'illumino di meno.
La mia casa è già a risparmio energetico, dato che tutte le lampade installate sono a basso consumo (e che Dio benedica l'IKEA, che le vendeva a prezzo bassissimo quando nei normali negozi italiani le facevano pagare un po' più di pepite di oro fino), ci sono i doppi vetri, e il nostro consumo di gas è così basso che ogni tanto l'azienza manda a controllare se siamo ancora vivi ... nonostante ci laviamo e cuciniamo come tutti gli altri, giuro!
Però qualcosa in più si può fare sempre.
In effetti quando abbiamo comprato la casa c'era già installata una bellissima cucina in muratura, che ovviamente non abbiamo toccato, però da sempre ci diciamo che l'illuminazione della zona bancone non è esattamente quello che vogliamo.
Ci sono tre faretti, uno dei quali illumina il piano di cottura, e due sono rivolti verso il salone e la zona pranzo. I tre faretti erano dotati di potenti lampade a incandescenza, e non erano indipendenti l'uni dall'altro.
I faretti sono stati da tempo sostituiti da lampade a basso consumo, ma non avevamo ancora provveduto alla separazione dei faretti.
Così stamattina siamo stati in un negozio di bricolage, abbiamo acquistato il necessario, e in questo momento il prof sta installando gli interruttori, per le 18.00 dovrebbe avere finito, e finalmente potremo spegnere i faretti separatamente, tenendo quindi acceso solo quello, o quelli, che servono veramente.
In più, stasera non accenderemo il riscaldamento, ma alle 18.00 andrà in forno il pane. E' vero, il forno è elettrico, ma con un unico consumo scalderemo la cucina e cuoceremo il pane, che col suo profumo aggiungerà calore a calore.
Ovviamente cena a lume di candela.
Penne con broccoletti e pesce spada (x 2 persone)
180 g di penne lisce, 400 g di broccoletti, 1 spicchio d'aglio, 300 g di pesce spada, 1/2 scatola di pomodori pelati, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, sale, pepe, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Pulire i broccoli e dividerli a cimette, cuocerli per una decina di minuti in acqua bollente salata. Scolarli senza buttare via l'acqua, che servirà per cuocere la pasta.
Tritare l'aglio, soffriggerlo leggermente nell'olio, aggiungere il pesce spada tagliato a cubetti, rosolarlo da tutte le parti, aggiungere il vino e farlo evaporare, poi i pelati.
Aggiustare di sale e di pepe, cuocere per qualche minuto, aggiungere i broccoletti, amalgamarli con il sugo, coprire il tegame e tenere in caldo a fiamma bassissima mentre cuoce la pasta.
Scolare le penne e aggiungerle nel tegame alzando il fuoco, far saltare per un paio di minuti, quindi servire caldissimo.
La cosa qui sotto è un piccolo esempio delle sciocchezzuole che si trovano in internet: un piccolo quiz che dovrebbe dire qual'è il tuo carattere, associandolo a un fiore. Io sarei una timida viola ... assolutamente no comment!
96,2 Kg
145/98 mmHg
La mia casa è già a risparmio energetico, dato che tutte le lampade installate sono a basso consumo (e che Dio benedica l'IKEA, che le vendeva a prezzo bassissimo quando nei normali negozi italiani le facevano pagare un po' più di pepite di oro fino), ci sono i doppi vetri, e il nostro consumo di gas è così basso che ogni tanto l'azienza manda a controllare se siamo ancora vivi ... nonostante ci laviamo e cuciniamo come tutti gli altri, giuro!
Però qualcosa in più si può fare sempre.
In effetti quando abbiamo comprato la casa c'era già installata una bellissima cucina in muratura, che ovviamente non abbiamo toccato, però da sempre ci diciamo che l'illuminazione della zona bancone non è esattamente quello che vogliamo.
Ci sono tre faretti, uno dei quali illumina il piano di cottura, e due sono rivolti verso il salone e la zona pranzo. I tre faretti erano dotati di potenti lampade a incandescenza, e non erano indipendenti l'uni dall'altro.
I faretti sono stati da tempo sostituiti da lampade a basso consumo, ma non avevamo ancora provveduto alla separazione dei faretti.
Così stamattina siamo stati in un negozio di bricolage, abbiamo acquistato il necessario, e in questo momento il prof sta installando gli interruttori, per le 18.00 dovrebbe avere finito, e finalmente potremo spegnere i faretti separatamente, tenendo quindi acceso solo quello, o quelli, che servono veramente.
In più, stasera non accenderemo il riscaldamento, ma alle 18.00 andrà in forno il pane. E' vero, il forno è elettrico, ma con un unico consumo scalderemo la cucina e cuoceremo il pane, che col suo profumo aggiungerà calore a calore.
Ovviamente cena a lume di candela.
Penne con broccoletti e pesce spada (x 2 persone)
180 g di penne lisce, 400 g di broccoletti, 1 spicchio d'aglio, 300 g di pesce spada, 1/2 scatola di pomodori pelati, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, sale, pepe, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Pulire i broccoli e dividerli a cimette, cuocerli per una decina di minuti in acqua bollente salata. Scolarli senza buttare via l'acqua, che servirà per cuocere la pasta.
Tritare l'aglio, soffriggerlo leggermente nell'olio, aggiungere il pesce spada tagliato a cubetti, rosolarlo da tutte le parti, aggiungere il vino e farlo evaporare, poi i pelati.
Aggiustare di sale e di pepe, cuocere per qualche minuto, aggiungere i broccoletti, amalgamarli con il sugo, coprire il tegame e tenere in caldo a fiamma bassissima mentre cuoce la pasta.
Scolare le penne e aggiungerle nel tegame alzando il fuoco, far saltare per un paio di minuti, quindi servire caldissimo.
La cosa qui sotto è un piccolo esempio delle sciocchezzuole che si trovano in internet: un piccolo quiz che dovrebbe dire qual'è il tuo carattere, associandolo a un fiore. Io sarei una timida viola ... assolutamente no comment!
I am a What Flower Are You? |
145/98 mmHg
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risparmio energetico
lunedì 11 febbraio 2008
Del mal di pancia e altre storie
Il prof ha avuto una nottata agitata, non so se per colpa del risotto bruciacchiato di ieri, o più verosimilmente per colpa di una influenza intestinale, così oggi non ha praticamente mangiato nulla, solo un po' di the a colazione, una minestrina a pranzo e proprio nulla per cena.
Per un po' gli sono andata dietro, e infatti a colazione ho preso the con un po' di pane tostato, a pranzo alla minestrina ho aggiunto solo mezza mozzarella di bufala, ma all'ora di cena avevo troppa fame, e così, in perfetta solitudine, mi sono fatta una veloce ma buona cenetta: vellutata di asparagi, costolette di agnello, una fetta di pane fatto in casa e un paio di mandarini.
A proposito di pane fatto in casa, ho fatto il pane di meliga, vale a dire il pane comune a lenta lievitazione, con l'aggiunta di un po' di farina di mais e di farina di miglio, quando è uscito dal forno ho avuto qualche dubbio, era veramente diverso dal pane che sono abituata a fare, e invece è venuto semplicemente perfetto.
Corollario della giornata: il quoziente di insopportabilità di un uomo è inversamente proporzionale alla reale gravità del suo male.
Pane di meliga
300 g di farina manitoba, 100 g farina di mais, 100 g farina di miglio, 350 cc di acqua, 10 g di lievito secco, 10 g di sale iposodico, 1 cucchiaino di malto di riso
Sciogliere il malto in 100 cc di acqua tiepida. Mettere 100 g di farina manitoba nell'impastatrice, aggiungere il lievito e l'acqua col malto. Impastare per qualche minuto e far riposare per 1 ora.
Aggiungere gli altri ingredienti e impastare bene. Mettere l'impasto in una terrina, coprire con un panno umido e far lievitare per 2 ore al buio e al riparo da correnti.
Sgonfiare l'impasto e far riposare altri 10 minuti.
Ungere leggermente la placca del forno, disporvi l'impasto formando un filone, coprire nuovamente col panno umido e far lievitare per un'ora.
Preriscaldare il forno a 200 °C, praticare dei tagli diagonali sul filone, e far cuocere per circa 45 minuti.
96,3 kg
142/95 mmHg ... e ho l'impressione che sia colpa del caffè
Per un po' gli sono andata dietro, e infatti a colazione ho preso the con un po' di pane tostato, a pranzo alla minestrina ho aggiunto solo mezza mozzarella di bufala, ma all'ora di cena avevo troppa fame, e così, in perfetta solitudine, mi sono fatta una veloce ma buona cenetta: vellutata di asparagi, costolette di agnello, una fetta di pane fatto in casa e un paio di mandarini.
A proposito di pane fatto in casa, ho fatto il pane di meliga, vale a dire il pane comune a lenta lievitazione, con l'aggiunta di un po' di farina di mais e di farina di miglio, quando è uscito dal forno ho avuto qualche dubbio, era veramente diverso dal pane che sono abituata a fare, e invece è venuto semplicemente perfetto.
Corollario della giornata: il quoziente di insopportabilità di un uomo è inversamente proporzionale alla reale gravità del suo male.
Pane di meliga
300 g di farina manitoba, 100 g farina di mais, 100 g farina di miglio, 350 cc di acqua, 10 g di lievito secco, 10 g di sale iposodico, 1 cucchiaino di malto di riso
Sciogliere il malto in 100 cc di acqua tiepida. Mettere 100 g di farina manitoba nell'impastatrice, aggiungere il lievito e l'acqua col malto. Impastare per qualche minuto e far riposare per 1 ora.
Aggiungere gli altri ingredienti e impastare bene. Mettere l'impasto in una terrina, coprire con un panno umido e far lievitare per 2 ore al buio e al riparo da correnti.
Sgonfiare l'impasto e far riposare altri 10 minuti.
Ungere leggermente la placca del forno, disporvi l'impasto formando un filone, coprire nuovamente col panno umido e far lievitare per un'ora.
Preriscaldare il forno a 200 °C, praticare dei tagli diagonali sul filone, e far cuocere per circa 45 minuti.
96,3 kg
142/95 mmHg ... e ho l'impressione che sia colpa del caffè
domenica 3 febbraio 2008
Partiam partiam
Ebbene si, è arrivato il giorno X, e io sono in partenza per Milano per recuperare il mio amato bene, ricoverato da una decina di giorni al Niguarda per accertamenti.
Starò via un paio di giorni, durante i quali cercherò di mangiare meglio che posso (dal punto di vista della dieta ovviamente) e di bere pochi caffè ...
Intanto ho fatto la mia consueta colazione, con il the, il pane fatto in casa e la marmellata senza zucchero, poi si vedrà ...
A presto :-)
96,2 kg
138/89 mmHg
Starò via un paio di giorni, durante i quali cercherò di mangiare meglio che posso (dal punto di vista della dieta ovviamente) e di bere pochi caffè ...
Intanto ho fatto la mia consueta colazione, con il the, il pane fatto in casa e la marmellata senza zucchero, poi si vedrà ...
A presto :-)
96,2 kg
138/89 mmHg
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