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mercoledì 7 maggio 2008

Fisco, privacy e torte salate

In questi ultimi giorni ha tenuto banco la polemica relativa alla pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi 2006 degli italiani, con grande stridore di denti, vesti stracciate,
interventi del CODACONS e del garante della privacy, hackeraggii, pubblicazione sui quotidiani, gogne mediatiche e quant'altro.
Bene, quanto segue è probabilmente un discorso da osteria, nel senso di privo di qualsiasi finezza politica,
ma dato che partiti come la lega hanno vinto le elezioni facendo per decenni discorsi da osteria, sai mai ...
dunque, io sono una cittadina italiana, i cui redditi sono stati pubblicati online al pari di quelli di tutti gli altri, e francamente la cosa non mi disturba più di tanto.
Non mi disurba nemmeno vedere i redditi in milioni di euro dei notai e degli avvocati, mi è capitato, come a tutti, di dover ricorrere ai loro salati servizi, e quindi mi aspetto quei redditi, soprattutto perché, almeno nel mio caso, i professionisti hanno sempre rilasciato regolare fattura.
Immagino però che disturbi molti piccoli artigiani vedere pubblicati i loro redditi inferiori a quelli di un precario, loro, così pudici nel nascondere la loro povertà, il loro vivere alla fame ... pensare che per nasconderlo meglio devono persino mantenersi i SUV ...
Eddai, è ovvio che certe vergogne devono essere celate, in un paese che ha (ri)eletto uno che ha detto che è moralmente lecito evadere le tasse ...

Per quanto riguarda il buon garante della privacy, trovo che potrebbe utilizzare più utilmente i suoi poteri per esempio nel corso delle campagne elettorali, dove ogni cittadino viene tempestato di lettere personali (non posta target, tanto per capirsi, ma con nome cognome e indirizzo), che contengono addirittura riferimenti ai gusti e alla vita privata.
Che cosa significa questo? che i dati sono a disposizione di chi li vuole, alla faccia delle dichiarazioni sul trattamento dei dati personali che ci vengono fatte firmare, altrimenti a me non sarebbero arrivate lettere con scritto "Cara tal dei tali, anch'io come lei amo la lettura, e mi piacerebbe discuterne di persona nel corse dell'incontro che terremo eccetera ..."
Oppure non mi sarebbero arrivate telefonate sul telefono di casa, privato, e peraltro non intestato a me, eppure di me si era chiesto, con la voce registrata di un politico, o inviti diretti dalla segreteria di un altro politico a un amico romano il cui numero è secretato.
Per quello che mi riguarda, visti i risultati, il garante della privacy può essere beatamente infilato nel novero degli enti inutili, con conseguente risparmio sulla spesa pubblica.

E veniamo al CODACONS, che ha richiesto un indenizzo per tutti i cittadini di cui sono stati pubblicati i redditi.
Posto che io contribuente sono sicura che quei soldi non li vedrò mai, e se anche quell'indennizzo fosse concesso finirebbe col trattarsi si un esborso di danaro pubblico che finisce nelle tasche di chissà chi, e posto anche che trovo giusta la pubblicazione dei dati, chiedo al CODACONS, da questa pubblica pagina, di espungermi dal numero di coloro per cui chiede l'indennizzo.
E poi, detta con franchezza, per quello che è il vero livello di tutela che mi viene offerto, anche il CODACONS mi pare un ente piuttosto inutile.

Vabbè, tanto per far passare il nervoso, ricetta della torta salata ai peperoni!

Torta salata ai peperoni
250 g di pasta per pizza o per focaccia, 450 g peperoni, 200 g di ricotta di pecora, 2 uova, 1 dl di latte, 10 olive verdi snocciolate, 40 g di mollica di pane, 50 di mandorle a lamelle, sale, pepe, timo.

Grigliare i peperoni, pulirli e tagliarli a pezzetti.
Amalgamare la ricotta col latte, le uova, un po' di sale e una abbondante grattuggiata di pepe.
Tritare insieme la mollica di pane e le olive.
Imburrare e infarinare una teglia da c.ca 22 cm. Rivestire con la pasta tirata fine, pareggiare l'eccesso e metterlo da parte.
Bucherellare la pasta con una forchetta, cospargerla col trito di mollica e olive, versare il composto di ricotta.
Coprire coi peperoni e con le mandorle a lamelle.
Guarnire con una spolverata di timo e infornare a 180 °C per 40 minuti.

martedì 11 marzo 2008

Novità e tradizione

In questi giorni siamo molto indaffarati: il prof sta aiutando sua figlia a rifinire la tesi, e questa è un'occupazione che ci coinvolge tutti, vorrei dire gatti compresi, ma loro giustamente evitano qualsiasi coinvolgimento.
D'altra parte la tesi ha a che fare con l'autismo, e io sospetto da sempre che la personalità dei gatti sia molto vicina a quella dei bambini autistici, con l'abitudinarietà che tiene il posto della stereotipizzazione, e l'egoismo che tiene il posto della chiusura in se stessi.
In ogni caso i gatti si fanno normalmente i fatti loro, salvo dimostrare, a loro insindacabile giudizio, la loro disapprovazione per determinati oggetti e avvenimenti mediante opportune (secondo loro) marchiature strategiche.
Al momento però il fornetto elettrico per la pizza, regalo di nozze dei nostri testimoni, pare essere un oggetto gradito, e non ha subito attacchi.
L'abbiamo provato ieri e lo abbiamo trovato estremamente interessante: in pochi minuti abbiamo cucinato tre pizze, mettendo ognuno la farcitura di proprio gradimento, decisamente simili a quelle
di una buona pizzeria ... anche nell'effetto, dato che stamattina il prof aveva la glicemia un po' più alta del solito.
Questa cosa dell'effetto della pizza sulla glicemia dei diabetici è proprio strana, nessuno ha ancora trovato una spiegazione scientifica ma la cosa è documentata sui più autorevoli siti sul diabete: data una pizza e un qualsiasio cibo preparato con uguali quantità di farina di grano, formaggio e pomodoro, la pizza farà salire la glicemia molto di più del piatto equivalente ... boh.
In ogni caso oggi abbiamo deciso di affidarci a un piatto piuttosto tradizionale, gustoso ma leggero, gli involtini al sugo.

Involtini al sugo (x 2 persone)
2 fettine di manzo tagliate sottili, 2 fettine di prosciutto di praga, 1 cucchiaio di ricotta di pecora, 2 spicchi d'aglio, una decina di pinoli, una decina di grani di uvetta, un cucchiaio di parmigiano grattuggiato, 1/2 bottiglia di salsa di pomodoro, qualche foglia di basilico, olio extravergine di oliva, pepe.

Tritare uno spicchio d'aglio.
Spalmare le fettine di carne con la ricotta, ricoprire con il prosciutto, mettere su ciacuna fettina metà delle uvette e dei pinoli, un pizzico di aglio, 1/2 cucchiaio di parmigiano, una foglia piccola di basilico e una grattata di pepe. Chiudere gli involtini e fissarne i lembi con stuzzicadenti.
Soffriggere in poco olio il rimanente spicchio d'aglio schiacciato, mettere nel tegame gli involtini e rosolarli bene da tutte le parti. Coprire con la salsa di pomodoro. Cuocere coperto una decina di minuti, scoperchiare, aggiustare di sale e pepe, aggiungere un paio di foglie di basilico e far addensare il sugo.
Utilizzare il sugo per condire delle pennette, e servire gli involtini accompagnati da una insalata.

98,5
151/100 mmHg