Sono come ogni giorno dietro il mio bancone, di fronte a me, nella classica posizione appesa, due clienti che si bevono il "tajut", sauvignon per lui, pinot grigio per lei, Colli Orientali, s'il vous plaît.
Lui è un locale, disoccupato cronico, dei suoi tentativi di trovare lavoro ormai ridiamo senza pietà: il problema nel suo caso non è la penuria di lavoro, è poco qualificato e potrebbe inserirsi ovunque, ma ha un carattere deplorevole, e nessuno si metterebbe un tipo del genere in casa, uno che solo l'altro giorno alla persona con cui doveva avere un colloquio e che non l'aveva ricevuto nel minuto esatto dell'appuntamento ha detto: "Ti ho aspettato un quarto d'ora, se non sai fare il tuo mestiere, cambialo, chi credi di essere?" risposta serafica della tizia " "La titolare". Il tutto è testuale, con l'eccezione del bestemmione che aveva siglato il racconto.
Lei, come me, viene da fuori, è una signora di una certa età ancora belloccia e che del suo essere belloccia mena gran vanto, riempiendoci di racconti delle sue serate in balera e dei suoi corteggiatori ultrasettantenni. Il lato positivo è che, siccome parla sempre e solo lei, nel frattempo si può leggere il giornale, basta ricordarsi di inserire ogni tanto un "si si" che dimostri la nostra giusta attenzione.
Insomma che io asciugavo bicchieri, i due parlavano ciascuno chiuso nel proprio solipsismo, quando arriva una ragazzo in bicicletta, appoggia il mezzo al muro e si mette a parlare con qualcuno che è al di fuori del mio campo visivo.
Il ragazzo è di colore, tonalità della pelle e lineamenti lo denunciano come un indiano del Kerala.
I due percepiscono il lampo scuro e immediatamente si voltano, scutandolo fin quasi a spogliarlo con gli occhi, dopo di che partono.
Lui "Guarda lì, sta gente, tuta firmata, e guarda che bici"
Lei "Lo stato gli da 100 euro al giorno, a loro"
Lui "Si, e io non trovo lavoro, e mi faccio il culo tutto il giorno"
Io (solo pensato) "Parte del culo è farti almeno 30 km al giorno per venire qui a bere il sauvignon migliore della zona 3 o 4 volte al dì, rompendo i cosiddetti a me o alle mie banconiere"
Lei "Eh, loro fanno la bella vita, prendono i soldi, vogliono essere come noi, e poi rubano"
Lui"A calci in culo a casa loro, sti bastardi"
Nel frattempo il ragazzo ha finito la sua conversazione, e capisco che sta per entrare: cerca di sicuro la mia banconiera più giovane, che suona con lui nella banda del paese.
Io "Piantatela, sta entrando"
Lui "Non me ne frega un cazzo, glielo dico io che è un parassita, guarda lì, ha una bici che costerà 800 euro" (fa il gradasso ma intanto è passato dall'italiano al friulano)
Lei approva.
Io "Meglio che stai zitto anche in friulano, il ragazzo è di qui"
Lui (ghignando) "Se, da quando"
Io "Da quando lo hanno portato qui da piccolo, è il figlio adottivo di B.... (famiglia assai nota e ricca del paese)"
Lui "Cazzo", butta i soldi sul bancone ed esce precipitosamente.
Il ragazzo entra, saluta con educazione e un luminoso sorriso, chiede della sua amica, gli spiego che per quel giorno ha finito e che mi ha detto che sarebbe andata in biblioteca a prendere un film, così se ne va con un bel "mandi".
Lei è stata zitta per circa due minuti, un record.
Sono nato per aiutare la mia creatrice che era a dieta. La dieta funziona anche, ma la politica nemmeno un po', e così sempre di quella si finisce per parlare ...
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venerdì 9 marzo 2012
domenica 8 giugno 2008
V come Visitors
Non so se qualcuno ricorda ancora la serie televisiva dei Visitors, quella in cui c'erano degli alieni buoni che arrivavano sulla terra, ma poi si scopriva che tanto buoni non erano, anzi, erano dei veri e propri mostri, dei rettili scesi sulla terra per impadronirsi delle risorse del pianeta e schiavizzare gli umani.
Ecco, in questi giorni a me sembra di essere in una nazione occupata dai Visitors.
Mi sembra che sia possibile che improvvisamente amici e vicini di casa possano togliersi la maschera e apparire diversi da quello che io ho sempre immaginato che fossero, apparire alieni, mostruosi.
Da cosa mi viene questa convinzione?
Mi viene dai campi nomadi incendiati a Napoli da presunti cittadini che volevano punire il tentativo di ratto di una bambina da parte di una giovane zingara ... tentativo non solo non confermato, ma probabilmente del tutto fasullo, mentre invece emerge sempre più preciso il fatto che i presunti cittadini siano veri camorristi.
Mi viene dal blitz effettuato in un campo di "nomadi" a Milano, blitz effettuato all'alba da forze dell'ordine in assetto antisommossa e dichiarato come censimento. Peccato che quel campo "nomadi" sia stanziale da anni (per questo ho usato le virgolette), i suoi abitanti siano iscritti regolarmente all'anagrafe, paghino le tasse, mandino i figli a scuola e all'università, e il capo di quel campo sia una medaglia d'oro al valor civile, e, peggio ancora, sia un reduce dall'internamento in un campo di concentramento nazista, dove era finito, guarda te, proprio in quanto zingaro.
Mi viene dal reato di immigrazione clandestina (illegale secondo la nostra costituzione, a parer mio, ma non solo mio mi sa)
Mi viene da quell'aberrazione giuridica che sono le aggravanti se un reato è commesso da un immigrato clandestino.
Mi viene dal tentativo di incriminare le prostitute straniere di "perversione della morale" (oh, piccolo particolare di nessuna importanza: nel serbatoio principale dei voti della lega tirano molto le nigeriane, sarà il solito caso di vizi privati e pubbliche virtù?)
Insomma che il mio umore varia dal disgustato all'incazzato ... e per fortuna non ho la televisione, perché circa 5 minuti dei meravigliosi servizi del TG di Emilio Fede potrebbero portarmi verso la massa critica, con buona pace di Scajola e delle sue smanie nucleari.
Vabbè, per migliorare un po' la situazione, parliamo di cibo, cosa che non faccio da un po'.
Malloreddus alla campidanese (x 2 persone)
160 g di malloreddus (gnocchetti sardi), 1/2 cipolla bianca, 100 g di salsiccia, 1 lattina di polpa di pomodoro, 1 bustina di zafferano, 1 ciuffo di basilico, olio extravergine di oliva, pecorino grattuggiato.
Tritare la cipolla, metterla a soffriggere con un cucchiaio di olio e la salsiccia spellata e sbriciolata. Cuocere per circa 10 minuti.
Aggiungere la polpa di pomodoro e lo zafferano, continuare la cottura per 20 minuti.
Aggiungere il basilico spezzettato e cuocere per altri 10 minuti.
Nel frattempo cuocere la pasta al dente. Scolarla e spadellarla per un minuto. Versare nei piatti, aggiungere il pecorino e servire caldissimo.
Ecco, in questi giorni a me sembra di essere in una nazione occupata dai Visitors.
Mi sembra che sia possibile che improvvisamente amici e vicini di casa possano togliersi la maschera e apparire diversi da quello che io ho sempre immaginato che fossero, apparire alieni, mostruosi.
Da cosa mi viene questa convinzione?
Mi viene dai campi nomadi incendiati a Napoli da presunti cittadini che volevano punire il tentativo di ratto di una bambina da parte di una giovane zingara ... tentativo non solo non confermato, ma probabilmente del tutto fasullo, mentre invece emerge sempre più preciso il fatto che i presunti cittadini siano veri camorristi.
Mi viene dal blitz effettuato in un campo di "nomadi" a Milano, blitz effettuato all'alba da forze dell'ordine in assetto antisommossa e dichiarato come censimento. Peccato che quel campo "nomadi" sia stanziale da anni (per questo ho usato le virgolette), i suoi abitanti siano iscritti regolarmente all'anagrafe, paghino le tasse, mandino i figli a scuola e all'università, e il capo di quel campo sia una medaglia d'oro al valor civile, e, peggio ancora, sia un reduce dall'internamento in un campo di concentramento nazista, dove era finito, guarda te, proprio in quanto zingaro.
Mi viene dal reato di immigrazione clandestina (illegale secondo la nostra costituzione, a parer mio, ma non solo mio mi sa)
Mi viene da quell'aberrazione giuridica che sono le aggravanti se un reato è commesso da un immigrato clandestino.
Mi viene dal tentativo di incriminare le prostitute straniere di "perversione della morale" (oh, piccolo particolare di nessuna importanza: nel serbatoio principale dei voti della lega tirano molto le nigeriane, sarà il solito caso di vizi privati e pubbliche virtù?)
Insomma che il mio umore varia dal disgustato all'incazzato ... e per fortuna non ho la televisione, perché circa 5 minuti dei meravigliosi servizi del TG di Emilio Fede potrebbero portarmi verso la massa critica, con buona pace di Scajola e delle sue smanie nucleari.
Vabbè, per migliorare un po' la situazione, parliamo di cibo, cosa che non faccio da un po'.
Malloreddus alla campidanese (x 2 persone)
160 g di malloreddus (gnocchetti sardi), 1/2 cipolla bianca, 100 g di salsiccia, 1 lattina di polpa di pomodoro, 1 bustina di zafferano, 1 ciuffo di basilico, olio extravergine di oliva, pecorino grattuggiato.
Tritare la cipolla, metterla a soffriggere con un cucchiaio di olio e la salsiccia spellata e sbriciolata. Cuocere per circa 10 minuti.
Aggiungere la polpa di pomodoro e lo zafferano, continuare la cottura per 20 minuti.
Aggiungere il basilico spezzettato e cuocere per altri 10 minuti.
Nel frattempo cuocere la pasta al dente. Scolarla e spadellarla per un minuto. Versare nei piatti, aggiungere il pecorino e servire caldissimo.
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giovedì 29 maggio 2008
Conti che non tornano
Allora, qualche giorno fa in un popoloso e multietnico (?) quartiere di Roma è avvenuto un vero e proprio raid durante il quale dei personaggi, gridando insulti, hanno devastato bar e negozi gestiti da stranieri.
Subito si è sentito starnazzare in giro che non si trattava di niente di politico, ma di una vendetta per un furto.
E infatti oggi l'istigatore di tutto questo ambaradan si è consegnato in questura, rilasciando le seguenti, edificanti dichiarazioni:
"Non mi sento in colpa per quello che ho fatto perché non ho fatto niente di male. Non sono né di destra né di sinistra, sono per i grandi uomini come Ernesto Che Guevara"
"Io quei ragazzi che erano con me non li conosco - ha sottolineato - L'ho fatto per il quartiere e per una cosa mia personale. Avevano rubato un portafogli a un'amichetta"
Bene. Tutti contenti no?
Ci sono stati dei danni, ma non erano di origine politica, e poi erano a negozi di immigrati.
Su, volemoce bene.
Enno cazzo. E vorrei vedere se la famiglia della ragazzina (immigrata), uccisa da un italianissimo pirata della strada mentre andava a gettare l'immondizia avesse deciso, per vendicarsi, di armarsi di spranghe e rompere indiscriminatamente i parabrezza a tutte le macchine del vicinato.
Si sarebbero sentiti degli strilli d'aquila per ogni dove: ma come si permettono questi qui? vengono a casa nostra e pretendono di falra da padroni? e poi che vuoi che sia successo? gli hanno solo ammazzato una figlia ... ma poi, non le tenevano chiuse in casa le figlie? se fosse stata in casa nessuno l'avrebbe tirata sotto.
Sto tirandola sull'assurdo? Non credo proprio. Conosco bene i celoduristi e le loro menticine piccoline a furia di stare compresse nelle mutande.
Dopo di che mi viene in mente un'altra riflessione.
Sdoganare un'azione come quella del nostro incauto ammiratore del Che può voler dire che ogni volta che uno subisce un furto si può sfogare assaltando na qualche proprietà altrui.
In altre parole, considerato che ogni mese la mia banca pratica nei miei confronti dei veri e propri furti, da domani in avanti mi sfogherò spaccando le vetrine di qualche negozio, magari delle grandi firme nel centro che hanno abiti che costano molto più di quello che io guadagno in qualche mese di duro lavoro.
Mi pare un perfetto contrappasso.
Vabbè, ci sono anche cose buone nella vita.
Ieri l'addetta al banco del pesce del supermercato vicino a casa mi aveva preannunciato l'arivo per oggi di "una bella cernietta fresca fresca", così stamattina sono stata puntuale all'appuntamento, e la cernia è finita in forno!
Cernia alla diamantese
1 cernia da c.ca 1 kg, olio extravergine d'oliva, 100 gr di olive di Gaeta snocciolate, 50 gr di capperi di Pantelleria, 2 pomodori maturi, due foglie di alloro, due spicchi d'aglio, un cucchiaio di prezzemolo tritato, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, pepe
Pepare la cernia pulita e disporla in una teglia.
Dissalare i capperi in acqua corrente
Tritare grossolanamente tutti gli ingredienti e cospargerne la cernia.
Irrorare con il vino e qualche cucchiaio di olio, chiudere la teglia con carta stagnola e mettere in forno a temperatura moderata (180°) circa 30 minuti.
Prelevare parte del sugo e la testa della cernia.
Spolparla e aggiungerla al sugo, utilizzandolo per condire degli spaghetti cotti al dente.
Servire la polpa della cernia versandovi sopra a cucchiaiate il sugo restante.
Subito si è sentito starnazzare in giro che non si trattava di niente di politico, ma di una vendetta per un furto.
E infatti oggi l'istigatore di tutto questo ambaradan si è consegnato in questura, rilasciando le seguenti, edificanti dichiarazioni:
"Non mi sento in colpa per quello che ho fatto perché non ho fatto niente di male. Non sono né di destra né di sinistra, sono per i grandi uomini come Ernesto Che Guevara"
"Io quei ragazzi che erano con me non li conosco - ha sottolineato - L'ho fatto per il quartiere e per una cosa mia personale. Avevano rubato un portafogli a un'amichetta"
Bene. Tutti contenti no?
Ci sono stati dei danni, ma non erano di origine politica, e poi erano a negozi di immigrati.
Su, volemoce bene.
Enno cazzo. E vorrei vedere se la famiglia della ragazzina (immigrata), uccisa da un italianissimo pirata della strada mentre andava a gettare l'immondizia avesse deciso, per vendicarsi, di armarsi di spranghe e rompere indiscriminatamente i parabrezza a tutte le macchine del vicinato.
Si sarebbero sentiti degli strilli d'aquila per ogni dove: ma come si permettono questi qui? vengono a casa nostra e pretendono di falra da padroni? e poi che vuoi che sia successo? gli hanno solo ammazzato una figlia ... ma poi, non le tenevano chiuse in casa le figlie? se fosse stata in casa nessuno l'avrebbe tirata sotto.
Sto tirandola sull'assurdo? Non credo proprio. Conosco bene i celoduristi e le loro menticine piccoline a furia di stare compresse nelle mutande.
Dopo di che mi viene in mente un'altra riflessione.
Sdoganare un'azione come quella del nostro incauto ammiratore del Che può voler dire che ogni volta che uno subisce un furto si può sfogare assaltando na qualche proprietà altrui.
In altre parole, considerato che ogni mese la mia banca pratica nei miei confronti dei veri e propri furti, da domani in avanti mi sfogherò spaccando le vetrine di qualche negozio, magari delle grandi firme nel centro che hanno abiti che costano molto più di quello che io guadagno in qualche mese di duro lavoro.
Mi pare un perfetto contrappasso.
Vabbè, ci sono anche cose buone nella vita.
Ieri l'addetta al banco del pesce del supermercato vicino a casa mi aveva preannunciato l'arivo per oggi di "una bella cernietta fresca fresca", così stamattina sono stata puntuale all'appuntamento, e la cernia è finita in forno!
Cernia alla diamantese
1 cernia da c.ca 1 kg, olio extravergine d'oliva, 100 gr di olive di Gaeta snocciolate, 50 gr di capperi di Pantelleria, 2 pomodori maturi, due foglie di alloro, due spicchi d'aglio, un cucchiaio di prezzemolo tritato, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, pepe
Pepare la cernia pulita e disporla in una teglia.
Dissalare i capperi in acqua corrente
Tritare grossolanamente tutti gli ingredienti e cospargerne la cernia.
Irrorare con il vino e qualche cucchiaio di olio, chiudere la teglia con carta stagnola e mettere in forno a temperatura moderata (180°) circa 30 minuti.
Prelevare parte del sugo e la testa della cernia.
Spolparla e aggiungerla al sugo, utilizzandolo per condire degli spaghetti cotti al dente.
Servire la polpa della cernia versandovi sopra a cucchiaiate il sugo restante.
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