sabato 9 agosto 2008

La torcia insensata

Queste olimpiadi sembrano maledette, sotto tutti i punti di vista.
Già l'averle assegnate a Pechino non è stata una grande idea.
La città è caotica e inquinata, e la nazione ha troppi nodi irrisolti.
Vabbè che di questi tempi nodi irrisolti li hanno un po' tutti, a partire dall'Italia che ha ancora sulle spalle il macigno Genova/G8.
Poi è successo il casino Tibet. Non è una novità. Il Tibet vuole essere indipendente, la Cina non gli vuole dare l'indipendenza. Tutti indignati contro la Cina, dimenticando che situazioni simili sono sparse un po' ovunque, ma ciascuno dei contendenti ritiene che siano diverse, e che solo loro, nel loro caso di specie, hanno ragione. Tutti gli altri invece ledono i diritti umani.
Così è iniziata la tiritera boicottaggio si boicottaggio no, il viaggio blindato della torcia, il tiramolla dei capi di stato, e le continue affermazioni che lo sport e la politica sono due cose distinte.
Col cazzo, e scusate il francesismo.
Lo sport, se uno lo fa nel cortile di casa sua potrà non avere niente a che fare con la politica, e già questo non è poi così vero, che se uno ama nuotare e non ci sono le piscine questo in qualche modo ha a che fare con la politica.
Ma se lo sport muove interessi economici smisurati, che toccano tutte le nazioni, se con la partecipazione o meno alle Olimpiadi si sottolineano malumori tra gli stati (qualcuno si ricorda dei boicottaggi incrociati della allora Unione Sovietica e degli Stati Uniti negli anni '80?), allora lo sport ha molto a che fare con la politica.
D'altra parte le Olimpiadi, ai tempi dei greci che le hanno inventate, avevano un significato eminentemente politico, tanto è vero che durante le Olimpiadi era istituita la cosiddetta "Tregua Sacra", perché tutte le guerre in corso venivano sospese.
E invece che cosa va a combinare ghiacciolino Putin, proprio durante la faraonica inaugurazione dei giochi olimpici a Pechino? Inizia a bombardare la Georgia, forse pensando che lo sfarzo della cerimonia distraesse il mondo dai suoi affari personali.
Ora, gli affari personali di Putin sono facilmente riassumibili con un poco velato tentativo di ripristinare quella che era l'Unione Sovietica, sotto un giogo capitalistico anziche comunista, ma con gli stessi metodi, da quello che si capisce.
Immagino che Putin sia uno strenuo sostenitore del fatto che lo sport non ha nulla a che vedere con la politica, e soprattutto, visto che dice che il bombardamento della Georgia non è un atto di guerra, immagino che ritenga che una non guerra richieda una non tregua.
Resta il fatto che farebbero meglio a spegnere quella torcia, la sua luce brilla su delle Olimpiadi del tutto insensate.

Una ricettina, per titrare su il morale.
Tagliatelle con fegatelli di maiale (x 2 persone)
250 di fegato di maiale, 150 g di tagliatelle all'uovo, 1/2 cipolla rossa, 1 carota, 1/2 bicchiere di vino bianco, erbe di Provenza, 1 cucchiaino di pepe verde in salamoia, olio extravergine di oliva, pecorino romano grattuggiato.

Tagliare il fegato a pezzetti piuttosto piccoli.
Tritare finemente la carota e la cipolla, e stufare con poco olio e qualche cucchiaio di acqua.
Dopo qualche minuto aggiungere le erbe di Provenza
Quando le verdure sono morbide, aggiungere il pepe verde e il fegato.
Rosolare bene il fegato, quindi sfumare col vino bianco.
Cuocere per qualche minuto, senza eccedere, altrimenti il fegato diventa duro.
Cuocere le tagliatelle, quindi saltarle in padella coi fegatelli, servire caldissimo con abbondante pecorino grattuggiato.

venerdì 8 agosto 2008

I superpoteri dei superpippi

Premessa: per superpippo non si intende Pippo Baudo, il quale a causa della sua longevità artistica e della sua capacità di far digerire alle masse anche il programma più misero è affettuosamente chiamato superpippo.
No, io intendo proprio Pippo, il buffo e scombinato cane amico di Topolino, il quale quando mangia una nocciolina, yuk, si potenzia, e diventa Superpippo, senza peraltro nulla perdere della sua pippitudine.
E altrettanti superpippi mi sembrano i sindaci italiani, graziati da "ghe pensi mi" Maroni con la concessione dei superpoteri senza nemmeno la nocciolina.
I più prudenti tra i pippi-sindaci si sono mostrati un po' perplessi per la concessione di tanta grazia, e ne hanno ben donde.
Innanzi tutto una concessione del genere rischia di minare il ferreo concetto di divisione tra poteri politici e amministrativi all'interno della macchina del Comune.
Perché? Beh, normalmente i sindaci hanno la tendenza a pensare che tutto quello che si forma nel loro cervellino si possa realizzare immediatamente, ed è compito degli amministrativi invece prendere questa idea grezza, vagliarla alla luce di mille sciocchezze, che vanno dalla legalità dell'idea al fatto che ci siano i soldi in cassa per portarla avanti.
La legge già regola alcune situazioni particolari, in cui è concesso al sindaco di prendere provvedimenti immediati, senza curarsi troppo di tutte queste cosucce, per un bene superiore. Infatti il sindaco ha il potere, in alcune materie, di emettere ordinanze contingibili e urgenti, che però devono avere dei requisiti specifici: l'estrema urgenza di risolvere il problema, l'impossibilità di adottare altri strumenti più ortodossi, la temporaneità, e l'impossibilità di reiterare l'ordinanza.
Pochi maledetti e subito, per riassumere.
E adesso si apre il parco giochi: si dà il potere ai sindaci di ordinare la prima cosa che gli passa per l'anticamera del cervello, senza un minimo di verifica sulla reale necessità, sulla reale possibilità di verificare l'adempimento a quanto ordinato, sulla legalità, l'opportunità e l'economicità.
Non a caso questi superpippi-sindaci desiderano tanto chiamarsi sceriffi, infatti la legge è da far-west.
E così Alemanno arma i vigili, e ci si augura che gli faccia fare adeguati corsi di tiro, di self control, di valutazione del rischio, oltre che indagini psicologiche per verificare che siano in grado di portare l'arma, che già abbiamo fin troppe guardie giurate che con la pistola di ordinanza invece che i rapinatori ammazzano la moglie. Dopo di che, posto che intenda far le cose per bene, ci si chiede da quale capitolo di spesa stornerà i soldi per questa cosa, visto che i trasferimenti ai comuni sono sempre più ridotti, e non c'è più l'ICI. Ah si, li toglierà dall'assistenza, o dalle mense scolastiche, che è più importante dare le pistole ai vigili invece che fornire pasti agli anziani disagiati o migliorare la qualità di quelli dei bambini.
Invece il sindaco di Modena pensa di comminare 500 euro di multa ai clienti delle prostitute. Andrà lui, di notte e sui viali, a spiare i suoi concittadini che si intrattengono con le signorine? Ci manda i vigili e gli paga gli straordinari? E soprattutto, dimentica che in Italia non è reato la prostituzione, ma solo il suo sfruttamento?
Quello che è certo è che tutte le ordinanze, o bozze di ordinanza, che mi sono passate nelle mani prevedono un ampio utilizzo delle teleecamere.
Non è che l'ANCI ha fatto un accordo con qualche produttore di questi aggeggi? Perché altrimenti proprio non capisco ...
Comunque, voglio augurare ogni bene ai superpippi-sceriffi, non intendo certo tarpare i loro furori creativi, in fin dei conti sono una montessoriana, e quindi ritengo che la creatività infantile non debba essere limitata .. attenti solo al fatto che ogni tanto anche Pippo esaurisce la nocciolina in pieno volo, e si schianta inesorabilmente a terra.

martedì 5 agosto 2008

Breve viaggio sentimentale

Eccoci qui, di ritorno da quattro giorni in Germania, dei quali due di viaggio e due di meeting del WCF.
La partenza era fissata per venerdì mattina alle otto, il che significa sveglia alle sei, e di conseguenza Diva, che sa sempre a che ora mettiamo la sveglia, ha iniziato a saltare sulla porta alle cinque e mezza.
Insomma che per una volta nella nostra vita siamo partiti in orario.
La giornata era soleggiata ma fresca, ci siamo fermati solo per acquistare la "vignette", vale a dire il bollino che permette di utilizzare le autostrade austriache, e via, più veloci della luce :-D
Che l'Austria sia un paese senza sbocchi al mare, e che desideri tanto averne, è facilmente intuibile dal fondo stradale, fatto in modo da garantire all'automobile rollii e becchegi degni della navigazione in mare mosso.
Per fortuna l'Austria è piccola e passa in fretta: appena la macchina ricomincia a viaggiare come una macchina, e non come una barca impazzita, vuol dire che si è entrati in Germania.
La Germania ha degli ottimi autogrill, dove si mangia anche bene, ma che hanno un tremendo difetto: il bagno a pagamento, ma non come da noi, dove c'è una svogliata signora con un piattino davanti, che al massimo se non le dai nulla ti guarda male.
No, ma figuriamoci. In Germania per bagno a pagamento si intende a pagamento, ragion per cui c'è un tornello, con una gettoniera in cui si inseriscono 50 centesimi, altrimenti niente pipì. La prima volta ci entri, pensando che a un ingresso così tecnologico, e a tanta cifra, corrisponda un trattamento principesco, imborotalcatura automatica delle parti intime per esempio, un tenore diplomato in conservatorio che faccia pss pss per sollecitare le minzioni difficili. E invece niente, c'è solo la pulizia automatica dell'asse del water per le donne, e una scritta luminosa che invita a provvedere ai propri disturbi sessuali, che si accende non appena uno inizia a pisciare, nel bagno degli uomini. Il prof dice che è molto imbarazzante.
Comunque, tutto bene fino a Monaco e oltre, godendoci il paesaggio di dolci colline ricoperte di coltivazioni di orzo e luppolo (chissà cosa si fa da quelle parti con quei due ingredienti), intervallate di tanto in tanto da qualche campo di mais.
Poi, improvvisamente, il traffico si ferma, la velocità media scende a quella di una lumaca lenta, e sarà così fino a Essen, e intanto il tempo si guasta.
La Germania è lunga e boscosa, e a lungo andare i boschi diventano monotoni, soprattutto se percorsi stando ben incasellati in una colonna di auto, in gran parte con targa olandese, che procede a 50 km/h. A un certo punto uno desidera che succeda qualcosa, un'esplosione termonucleare andrebbe benissimo, l'ideale per scacciare la noia. Invece il massimo di quello che succede è un indicente di tanto in tanto, con l'unico risultato di diminuire la velocità.
Insomma che invece che alle otto arriviamo a Essen alle dieci, facciamo il nostro solito battibecco sull'interpretazione delle indicazioni stradali urbane, e finalmente troviamo l'indirizzo a cui dovremo alloggiare. Dato che si tratta di un affittacamere pensiamo che sarà una stanza con bagno, magari un po' squallidina, e invece è un delizioso miniappartamento, nuovissimo e arredato con gusto, deo gratias.
Il giorno dopo, in perfetto orario, ci presentiamo al Welcome Hotel di Essen, dove si tiene il meeting.
L'hotel è pretenzioso e caro oltre ogni ragionevole limite, e il meeting è, obiettivamente, organizzato molto male, però si incontra un sacco di gente che non si incontra da altre parti, e di solito non scorre il sangue, non palesemente almeno, anche se vengono predisposti parecchi alcoltellamenti.
In ogni caso il motto è sorridere, sorridere sorridere.
Sarà che noi abbiamo sorriso molto, abbiamo dato ragione a tutti, ci siamo mostrati persino dei buontemponi, ma alla fine non solo siamo vivi e, presumibilmente, senza coltelli che ci attendono da qualche parte, non subito almeno, ma abbiamo persino ottenuto dei successi.
In ogni caso due giorni in questo ambientino, molto simile a un acquario pieno di squali e alligatori, sono decisamente stancanti, e la domenica sera rifiutiamo la cena amichevole, con la scusa che preferiamo starcene da soli da bravi neoconiugi.
Ci infiliamo in un ristorantino arabo, ci facciamo preparare rognoncioni di agnello alla brace e qualche dolcetto, e andiamo a goderceli nel nostro appartamentino.
Ieri mattina, dopo una notte di tregenda, causata dal fatto che i dolcetti arabi non sono esattamente leggeri, e da un temporale spaventoso, partiamo per riattraversare la Germania e tornare a casa.
Decidiamo fin da subito che non utilizzeremo le famigerate toilette a pagamento, ma che ci fermeremo nei parcheggi e lasceremo che la natura si occupi dei nostri contributi. Scopriamo che non siamo gli unici che adottano questa politica, dato che i margini dei boschi che costeggiano i parcheggi sono infiorati da una cospicua messe di fazzolettini di carta.
Ci fermiamo a Monaco, in un biergarten vicino all'Englische Garten, per incontrare un amico, con cui finiamo per parlare delle condizioni pietose della politica italiana. Che poi sembra così lontana in questo giardino, col sole che è finalmente tornato a splendere, e dei deliziosi wurstel davanti.
A malincuore ripartiamo per affrontare l'ultimo tratto. Siamo stanchissimi, semiaddormentati, e solo il miraggio del nostro letto ci mantiene in rotta.
Alle 23.30 ci siamo. Salutiamo i gatti, che per fortuna sono già stati sfamati dall'amica che viene a fare la catsitter in nostra assenza, e piombiamo in un sonno profondo.
Non che oggi siamo più svegli di ieri ... l'età avanza e i tempi di recupero aumentano, ahimè ...

I libri di luglio

Grand River - Wu Ming - 28.07.2008
Cistiani di Allah - Massimo Carlotto -24.07.2008
L'estate dei morti viventi - John A. Lindqvist - 22.07.2008
Un oscuro bisogno di uccidere - Massimo Picozzi - 19.07.2008
L'abito di piume - Banana Yoshimoto - 17.07.2008
Tornare a galla - Margaret Atwood - 16.07.2008
Il cielo diviso - Christa Wolf - 12.07.2008
Il pozzo - Elizabeth Jolley - 08.07.2008
Come cucinarsi il marito all'africana - Calixthe Beyala - 07.07.2008
Il treno dell'ultima notte - Dacia Maraini - 06.07.2008
Stella del mattino - Wu Ming 4 - 04.07.2008
Incubi per re John - Pierfrancesco Prosperi - 01.07.2008

martedì 29 luglio 2008

Avanti marsh

E' un po' di tempo che non scrivo, ma ho avuto altre distrazioni, una delle quali particolarmente simpatica.
Io è il prof abbiamo avuto ospite a casa nostra una deliziosa ragazzina di 12 anni, figlia di un'amica, per la quale abbiamo fatto servizio sostitutivo geninonni (la nostra età è intermedia tra i due ruoli) e che ha fatto per noi un ottimo servizio di formattazione luoghi comuni sui giovani.
Non so se perché la personcina era decisamente tosta, pragmatica e dotata di idee molto chiare o che altro, ma ci siamo resi conto che i ragazzi che ci vengono presentati dai media e quelli reali hanno poco in comune, e, soprattutto, che i ragazzi reali hanno si un milione di bisogni indotti da tutta la televisione che vedono, ma che basta cambiargli un attimino i punti di riferimento per vederli abbandonare questi bisogni, o per lo meno classificarli esattamente per quello che sono, cioè un modo per ottenere da mamma e papà attenzioni e conferme.
Oltretutto qui non c'è la televisione, ed è stato molto simpatico sentirsi dire, già al secondo giorno di permanenza, che non ne sentiva la mancanza, anzi.
Insomma che in questo modo non solo non ho avuto il tempo di scrivere, ma non ho nemmeno avuto il tempo per incazzarmi troppo per tutto quanto di avvilente sta avvenendo in Italia.
Ma oggi riescomi qui, e francamente non so da che parte cominciare.
Dato che parlare della legge antiprecari mi fa venire da vomitare, e sulle basi e premesse che giustificano questo tipo di leggi si è espresso con miglior cognizione di causa di me Zygmunt Bauman nei suoi saggi, e io potrei solo esprimermi in maniera libellistica, preferisco parlare della barzelletta del giorno, vale a dire la militarizzazione delle città, ad opera del ministro la Russa (o forse, di Fiorello che lo imita, mah).
Dunque, 3000 militari verranno mandati a presidiare le città, a piedi, che così sono più visibili. Non avranno compiti di polizia giudiziaria, ma di agenti di pubblica sicurezza.
Quindi non potrano fare arresti, ma potranno sparare.
Ora immaginiamo, per assurdo: due bravi soldatini stanno pattugliando a Napoli, passin passino. Passa un motorino con un paio di ragazzotti, che scippano il mitra a uno dei soldatini.
I casi sono due, considerato che a piedi li vedo male a inseguire un motorino: il soldatino che ha ancora il suo mitra spara, e uccide i due in motorino, oppure no.
Nel primo caso grande tragedia, domande, trasmissioni televisive sulla violenza, funerali riparatori e tutto l'apparato delle grandi sciocchezze italiane.
Nel secondo caso la mafia avrà in mano un mitra militare in più.
Come diceva Santa Teresa d'Avila, "Si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte" ... qui si prega perché ci sia il morto, e questa è una preghiera che viene sempre esaudita, Genova docet.

mercoledì 16 luglio 2008

Necronomicon

Sono alcuni giorni che parto ad arrabbiarmi già al primo giornale radio del mattino, cosa che fa innervosire il prof che si domanda che benefecio ne tragga dal berciare per casa contro il nulla, visto che i miei bersagli non mi possono sentire, e poi è preoccupato che i vicini pensino che stiamo litigando.
Ora, posto che in tanti anni di convivenza non abbiamo mai litigato, al massimo qualche broncio, lo dico pubblicamente qui così che poi nessuno si ponga domande, è necessario che spieghi il perché delle mie arrabbiature mattutine (pomeridiane, serotine, insomma ogni volta che parte un giornale radio).
Credo che tutti ormai conoscano la storia triste della ragazza comasca, morta da 16 anni, eppure mantenuta in stato di vita apparente mediante nutrizione forzata.
Qualche giorno fa una sentenza ha riconosciuto che la ragazza è morta a tutti gli effetti, e quindi che è possibile scollegare le macchine che mantengono il suo corpo, ponendo termine alle immense sofferenze della famiglia che la accudisce.
Apriti cielo. Tuoni fulmini e saette, condanne da coloro che ritengono di sostenere la vita, anatemi contro l'eutanasia, preti bercianti da tutte le parti, contro quel poveruomo del padre colpevole solo di voler finalmente seppellire in modo dignitoso il cadavere di una figlia, imbalsamato in uno stato da morto vivente da così tanti anni.
Innanzi tutto mi chiedo che cosa abbiano fatto tutti questi scandalizzati professionali per alleviare la fatica quotidiana di una famiglia così tanto provata.
Dopo di che mi chiedo anche con che diritto si pretende che la chiesa condizioni lo stato a spendere una quantità di soldi spaventosa per mantenere fresco un cadavere, quando non ci sono i soldi per fornire le cure più banali a un sacco di gente che invece viva lo è, ed effettivamente.
Poi ho sentito che i fanatici dei movimenti pro vita (pro che?) stanno facendo dei pellegrinaggi portando bottiglie di acqua davanti al Duomo di Milano, a significare che la nutrizione forzata non deve essere sospesa. Ma sta gentaglia, perché non va in ospedale, dove quella donna giace, e si occupa di cambiarle i pannoloni e curare le piaghe da decubito? Purtroppo il cervello è morto, e la carne cerca di fare altrettanto, anche se non glielo consentono ... e il tutto puzza un bel po'.
In più, adesso si raccolgono firme tra i parlamentari per far si che la sentenza sia disattesa, perché queste cose devono essere stabilite da una legge ... siccome però una legge del genere non riguarderebbe i fatti personali del berlusca, non rieco a immaginare il grado di urgenza con cui il nostro parlamento se ne potrebbe occupare ...
Mi viene in mente una scena da film dell'orrore: viene approvata una legge che obbliga a mantenere in stato di non morte i cadaveri oltre qualsiasi ragionevole limite. Muore Berlusconi, e viene mantenuto in questo stato orribile, e, siccome non ne può essere dichiarata la morte, l'Italia rimane così, con un cadaverone a capo del governo ...

Per scacciare le allucinazioni orribili, niente di meglio di una zuppa di pesce:

Zuppa di pesce
1 gallinella, 4 piccoli tranci di pesce spinoso (nasello, rana pescatrice ...), 5 o 6 ciuffi di totano, una manciatina di seppioline, 2 moscardini, qualche gamberetto, una dozzina di cozze sgusciate, un piccolo trancio di pesce spada, 1 lattina di polpa di pomodoro, 1 cipolla, 1 spicchio di aglio, prezzemolo, peperoncino, olio extravergine di oliva, brodo vegetale, 1/ bicchiere di vino bianco secco.

Mettere sul fuoco il brodo vegetale con la gallinella e il pesce spinoso, e portare ad ebollizione.
Nel frattempo tritare la cipolla, l'aglio e il prezzemolo, e far soffrigere con poco olio in una padella larga.
Aggiungere la polpa di pomodoro, il vino e un mestolino di brodo, e far sfumare il vino.
Inserire i ciuffi di totano e i moscardini tagliati a pezzi, e le seppioline. Togliere il pesce dal brodo e diliscarlo, aggiungerlo nel tegame.
Far cuocere per 40 minuti, allungando con il brodo quando tende ad addensare troppo. Aggiungere il pesce spada tagliato a cubetti, i gamberetti e le cozze, sempre allungando di tanto in tanto la salsa con il brodo.
Servire molto calda, con fette di pane casareccio.

lunedì 14 luglio 2008

7 in condotta

Si fa un gran parlare di scuola ultimamente, tira un vento di riforme innovative al limite del rivoluzionario: il grembiule e il voto in condotta.
Dopo di che la Banca d'Italia dice che la classe docente italiana è vecchia, demotivata e ignorante, e in una nazione normale uno si aspetta che il ministro prenda provvedimenti per sanare questa incresciosa situazione.
Che poi non è nemmeno difficile immaginare che provvedimenti dovrebbe prendere un ministro che si senta dire cose di questo genere a proposito dell'oggetto del suo ministero, ci arrivo persino io che con la scuola ho rapporti solo marginali.
E' troppo difficile per un povero ministro? Beh, posso provare ad esemplificare i provvedimenti che prenderei io al suo posto:
assumerei insegnanti giovani, premierei quegli insegnanti che investono nella loro professione, istituirei la figura professionale del formatore, in modo che chi oggi si occupa della formazione dei propri colleghi lo possa fare in modo dignitoso, e non aggiungendo ore al proprio normale orario di lavoro, renderei la formazione e l'aggiornamento obbligatori e premianti, arrivando al punto di decuratere lo stipendio di coloro che pensano che una volta seduti su una cattedra non hanno più nulla da imparare.
E invece che cosa mi tocca sentire? grembiuli e condotta.
Ora, da un punto di vista puramente filosofico, io sarei anche favorevole all'introduzione della divisa nella scuola (divisa, non grembiule), in modo che le lezioni non diventino sfilate di moda, ma questo non è un problema primario, è un dettaglio di cui un ministro si può occupare il settimo giorno ... vale a dire quando ha sistemato tutti gli altri guai. E soprattutto, che la divisa non diventi un ulteriore strumento di frittura dell'aria, che qualche giorno fa ho sentito una rappresentante dei genitori bresciana, una con due cognomi ovviamente, che diceva che lo studio della divisa avrebbe dovuto coinvolgere gli alunni in modo che fosse una cosa personale che li identificasse da scuola a scuola (così che oltre che abbiamo già un'Italia frazionata e leghista, ci troveremmo col senso di appartenenza a livello di scuola, alleluja).
Dopo di che, a riposta di una precisa domanda fatta da un giornalista (che verrà immagino prontamente licenziato) relativa ai provvedimenti che il ministro intende prendere in rapporto alla relazione della Banca d'Italia la gentile signora ha riposto che è tutto un problema di condotta, e che la scuola ha perso in autorità e autorevolezza (cosa che è peraltro vera, ma per altri motivi), e quindi che deve essere assegnato il voto di condotta e che questo voto di condotta deve essere preso in considerazione per una eventuale bocciatura.
Perfetto. Ai miei tempi io ero la prima della classe in tutte le materie, e mi vantavo di un glorioso sette in condotta, duramente guadagnato a furia di non lasciar passare alcuna ingiustizia commessa da nessuno e con un costante esercizio della critica ... vogliamo parlarne, cara ministro, di come viene assegnato un sette in condotta?
Uhm, però mi viene il dubbio che questo polverone serva solo a far passare in secondo piano i tagli pesanti che si stanno per abbattere sulla scuola pubblica, ché invece quella privata riceve sussidi e salamelecchi vari ... qualcuno ha avvisato la Banca d'Italia che l'anno prossimo i professori saranno ancora più vecchi, stanchi e demotivati?